Vino, arte di famiglia tra rispetto delle tradizioni e innovazione

Nella Valpolicella, una delle zone vitivinicole più importanti d’Italia, la Tenuta Sant’Antonio regala tesori di gusto e armonia

Entusiasmo, energia, viticoltura di qualità e grande tecnica. Impossibile sbagliare, la somma di questi elementi può dare solo grandi vini, specialmente quando l’ambiente attorno a noi è la Valpolicella, una delle zone più affascinanti e vocate dell’intero Stivale. E non a caso quando storia, tradizione e ambiente si incontrano, da quell’abbraccio magico nascono alcuni tra i migliori prodotti della viticoltura italiana e mondiale. Protagonista della nostra storia è l’Azienda Agricola Tenuta Sant’Antonio di Mezzane di Sotto (Verona). Azienda ormai storica della Valpolicella, cresciuta all’ombra di queste magnifiche colline grazie all’impegno, alla grande passione e all’esperienza vitivinicola della famiglia Castagnedi che ora con il contributo dei quattro fratelli Tiziano, Paolo, Massimo e Armando si è sviluppata sino a diventare una delle più qualificate etichette italiane con un importante mercato sia interno che internazionale. Un cammino virtuoso che ha portato Tenuta Sant’Antonio a produrre una gamma di vini che incontrano la più classica tradizione veronese, come il Soave o il Rosso Veronese, o i grandi vini dolci come il Recioto e il Passito, ma sposano anche l’innovazione grazie a un continuo affinamento delle tecniche e del modus operandi. Dagli oltre 100 ettari di vigneti nascono così gli innovativi Telos e Scaia – il primo senza solfiti aggiunti, il secondo con l’innovativa chiusura tappo vetro -, ma anche i simboli stessi del territorio veneto e veronese, grandi vini come il Valpolicella Superiore Doc Ripasso o l’Amarone, proposto da Tenuta Sant’Antonio in tre straordinarie etichette: Campo dei Gigli, la Selezione Antonio Castagnedi e l’ultima arrivata, la Riserva Lilium Est. “Questo territorio unico e straordinario è la nostra storia ma è anche la risorsa più preziosa per il nostro futuro. Ecco perché – spiega Armando Castagnedi – bisogna amarlo ma anche preservarlo, coltivarlo con amore e raccogliere i suoi frutti con tecniche adeguate e con una nuova consapevolezza. Ormai infatti è impossibile legare la qualità di un vino alla sola percezione personale e soggettiva come può essere la piacevolezza. In altre parole oggi non ci accontentiamo più di assaggiare un vino e giudicarlo buono, il consumatore moderno ricerca anche altre cose perchè la qualità è un concetto molto più ampio e profondo e, come per ogni altro prodotto agroalimentare, legato anche ad altri fattori, in particolare quelli ambientali”. Oggi insomma, il buon vino può raccontare il territorio meglio di tante immagini generiche. E uno dei biglietti da visita più significativi della Valpolicella è sicuramente l’Amarone, vero fuoriclasse dell’enologia mondiale cui la famiglia Castagnedi ha dedicato grande attenzione dando un importante contributo sia in termini di studio, ricerca e vinificazione che di qualità assoluta. “Il vino è davvero nobile, grande e di altissima qualità solo quando è anche in perfetta sintonia con il territorio, la sua storia e le sue tradizioni. Ecco perché ormai si può dire che l’Amarone sia diventato nel mondo il simbolo stesso della Valpolicella e dei grandi vini classici italiani. Per quanto ci riguarda – prosegue Armando Castagnedi – la nostra azienda ha sempre prestato la massima attenzione a questo vino e a un mercato, sia interno che internazionale, che risponde benissimo sia in termini di numeri che di apprezzamento. D’altra parte in questo settore il consumatore è sempre più informato e attento a ciò che acquista e beve, e in questa fascia di mercato ormai si accosta con grande interesse solo ai vini che hanno una spiccata identità geografica. Proprio come l’Amarone, ma più in generale come tutti i vini della nostra azienda”. Tenuta Sant’Antonio vince dunque con il gioco di squadra, una combinazione magica di sapori e di saperi che ha permesso alla famiglia Castagnedi di raccogliere anche moltissimi riconoscimenti nazionali e internazionali, l’ultimo in ordine di tempo, i Tre Bicchieri 2016 assegnato dal Gambero Rosso all’Amarone Campo dei Gigli 2011. Un attestato che accompagnerà Tenuta Sant’Antonio in una serie di manifestazioni in giro per il Mondo rafforzando la già forte visibilità dell’etichetta non solo sul mercato europeo ma anche negli Stati Uniti, in Cina e nei Paesi Arabi. Più in generale si tratta di risultati sostenuti non solo dalla grande qualità dei vini di Tenuta Sant’Antonio, ma anche da un dinamismo che ha portato l’azienda veronese a legare il proprio nome e la propria etichetta a numerose manifestazioni pubbliche investendo in attività promozionali, serate di assaggio, incontri a tema enologico ed eventi artistici legati al territorio. Le ragioni del successo dell’azienda Tenuta Sant’Antonio sono quindi molte, ma tutte seguono, da sempre un filo conduttore preciso: innovare nella tradizione.