Vinitaly: si ripete anche quest’anno la positiva presenza del Friuli Venezia Giulia

Shaurli: “Negli ultimi cinque anni aumentate di oltre il 50% le esportazioni vinicole”

È un dato di fatto: chi visita Vinitaly  passa sicuramente allo stand del  Friuli Venezia Giulia. I nostri grandi  bianchi, e non solo quelli, esercitano  un’attrazione alla quale buyers, giornalisti,  sommelier, ristoratori e wine lovers  non riescono a sottrarsi. Le 16 grandi  torri di legno naturale, intorno alle quali  gravitano oltre 100 Aziende produttrici,  raccolgono il meglio della produzione  di questa regione, sempre più apprezzata  da turisti e non. Il legno chiaro, le luci  studiate e diffuse, la gra­fica ef­ficace, ma  discreta, fanno da corollario al vero grande  protagonista della manifestazione: il  vino.  Vinitaly è il salone internazionale più grande  del mondo dedicato ai vini e ai distillati.  Si svolge tutti gli anni a Verona ed è  rivolto agli operatori specializzati. Ci si trova  di tutto: dal vino più vecchio alle nuove  tendenze. Vini provenienti da vigneti coltivati  all’antica, ma anche da quelli coccolati  con le sinfonie di Mozart o Vivaldi. Oltre  4.000 produttori provenienti dai diversi  continenti per presentare le loro migliori  creazioni.  Il Friuli Venezia Giulia, storicamente, è situato  nel Padiglione 6 fra le coordinate C7  e E8. Un piccolo villaggio, la collettiva del  FVG, dove quasi trecento fra produttori,  addetti alle vendite, sommelier, hostess e  personale di servizio – quest’ultimo coordinato  dall’Ersa, Agenzia regionale per lo  sviluppo rurale (www.ersa.fvg.it) – accolgono  le migliaia di visitatori che, nei quattro  giorni della manifestazione, girano fra le  postazioni, fra i banchi di degustazione, si  informano e apprezzano. E non si scherza:  i 12.000 calici utilizzati ogni giorno lo  dimostrano appieno.  “Quella del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly  è sempre una presenza particolarmente  signi­ficativa – afferma Cristiano Shaurli,  assessore regionale alle risorse agricole  e forestali – in quanto quasi 200 aziende  regionali si ritrovano qui, delle quali ben  più di 100 nello stand collettivo organizzato  dall’Ersa. Un successo sul piano numerico,  ma anche e soprattutto la dimostrazione  di un comparto vitivinicolo che  vuole presentarsi unito anche per festeggiare  l’ottenimento della Doc Friuli o Friuli  Venezia Giulia”.  Per chi non avesse un’idea precisa o un’azienda  di riferimento, è possibile accreditarsi  per degustare presso la grande enoteca  regionale, posta nel corpo centrale  dello stand, dove una decina di preparatissimi  sommelier sono pronti a raccontar  di vino, di chi lo fa e di dove lo fa. Si, perché  insieme al vino a essere presentato  è anche il territorio friul-giuliano. Un fornitissimo  desk, curato da PromoturismoFvg,  fornisce agli interessati tutte le informazioni  necessarie per far diventare un assaggio in cantina l’occasione di un viaggio  nella stupenda regione a est dell’Italia  che in poco più di 100 km porta chiunque  dalle Alpi al mare passando proprio per le  splendide colline vitate.  Un’organizzatissima sala incontri, situata  al piano rialzato dello stand, è lo strumento  per presentare oltre al vino, anche  i principali prodotti del territorio di questa  regione fra i quali, a far la parte del leone,  ci sono le Dop del Prosciutto di San Daniele  e del Formaggio Montasio.  Tutte le principali iniziative, organizzate  non solo dalla Regione, ma anche dalle  principali associazioni del settore vitivinicolo  locale, trovano qui un’importante e  fondamentale anteprima.  E non mancano nemmeno le degustazioni  guidate dove illustri esponenti del mondo  enoico raccontano i nostri vini a buyers  provenienti da tutto il mondo selezionati  attraverso una consolidata sinergia con Vinitaly  International.  Un posto speciale fra i banchi è riservato  da sempre ai “Maestri di potatura delle  vigne” o “i preparatori d’uva”, come più  comunemente vengono chiamati fra gli addetti  ai lavori. Marco Simonit e Pier Paolo  Sirch, altre due eccellenze di questa terra,  con la loro scuola, in poco meno di 15  anni, hanno portato il ruolo del potatore,  del saper fare in vigna, a riconoscimenti internazionali  che hanno determinato l’apertura  di una loro sede a Bordeaux e a lavorare  sulle vigne che producono i migliori  vini al mondo. Ogni anno l’obiettivo punta  su un focus diverso: il 2016 ne ha avuti  due, uno sulla Ribolla gialla, un autoctono  apprezzato ­ n dal Medioevo, che come  illustrò l’assessore Shaurli: “è un vitigno  di cui stiamo studiando, assieme al Consorzio  delle DOC-FVG e all’Università di  Udine, forme di tutela giuridica e miglioramenti  agronomici e produttivi per un vino  in forte espansione e con interessanti prospettive  di mercato”; l’altro sulla Doc Friuli:  “È una grande soddisfazione – ha dichiarato  sempre Shaurli -. Si tratta di un risultato  atteso per oltre 30 anni da condividere  con l’intera ­ filiera vitivinicola regionale,  perché, sono convinto, potrà dare ancora  più lustro alla qualità, alla coesione della  nostra produzione regionale e a quella  identi­ficazione vino/territorio sempre più richiesta  e riconosciuta. La compattezza del  settore – ha proseguito sempre Shaurli – ha  permesso di ottenere questo risultato che  non obbliga nessuno ad abbandonare le  proprie peculiarità ma, al contrario, le enfatizza  permettendo di presentarci sul mercato  nazionale e internazionale, in maniera  unitaria e riconoscibile”. “Il viatico migliore  – conclude Shaurli – per una stagione di crescita  anche in termini di export, considerato  che siamo una regione che negli ultimi  cinque anni ha visto aumentare di oltre il  50% le esportazioni vinicole”.