Recupero e valorizzazione della Cittadella Micaelica a Monte Sant’Angelo

A cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Il 2015 è stato un anno importante per la Cittadella Micaelica: uno dei principali meeting-point del pellegrinaggio religioso del Mezzogiorno d’Italia e dell’Europa intera. È stato l’anno dei restauri e della messa in opera di strumenti in grado di consentire ai visitatori di “esplorare” e di esperire il santuario di San Michele Arcangelo, la Tomba di Rotari, l’ex-chiesa di San Pietro, la chiesa di Santa Maria Maggiore e la chiesa della Madonna della Libera. Organi periferici del MiBACT operanti in Puglia hanno bandito una gara per il progetto di recupero, adeguamento funzionale e valorizzazione del santuario e dell’area monumentale, al fine di realizzare parallelamente un’importante campagna di restauri e dotare i monumenti interessati dall’intervento di strumenti in grado di fornire ai visitatori una visione d’insieme e approfondimenti specifici. L’origine del sito, intorno al quale è cresciuto il nucleo urbano di Monte Sant’Angelo, è da ricercare nelle tre apparizioni dell’Arcangelo, avvenute, secondo la tradizione, in due cavità rocciose del monte Gargano sul finire del V secolo, a pochi anni di distanza l’una dall’altra: evento religioso da cui prese l’avvio la diffusione del culto micaelico nel mondo occidentale. Sui luoghi delle prime apparizioni intervennero nel VII secolo i duchi longobardi di Benevento, Recupero e valorizzazione della Cittadella Micaelica a Monte Sant’Angelo A cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che promossero la costruzione di una galleria e di due cripte. Ma furono gli Angioini, nel XIII secolo, a fare del santuario un vero e proprio complesso monumentale con la costruzione del campanile, della scalinata che collega l’atrio superiore alla chiesa-grotta e dell’imponente navata addossata all’imbocco della stessa grotta. Il 25 giugno 2011 il Comitato UNESCO ha iscritto il Santuario di San Michele nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità, nel “sito seriale” denominato “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Una rampa di scale collega l’atrio superiore del santuario al quartiere Junno e all’area monumentale, dove si trovano, in stretta connessione architettonica, i resti della chiesa di San Pietro, il battistero di San Giovanni in Tumba o Tomba di Rotari e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Le vicende della chiesa di San Pietro presero le mosse nell’VIII secolo con l’edificazione di un impianto a tre navate, a cui seguì, nell’alto Medioevo, la costruzione ex-novo di una seconda e più grande fabbrica. La chiesa primitiva divenne allora, probabilmente, il battistero annesso alla nuova chiesa di San Pietro. Dell’edificio altomedievale rimangono oggi l’abside e la navata a cielo aperto. L’enigmatica costruzione passata alla storia come Tomba di Rotari è un edificio dai connotati unici, tanto da essere stato definito “il monumento più misterioso dell’Italia meridionale” (E. Bertaux). L’affascinante miscellanea di modi borgognoni e garganici, intessuta di rimandi orientali e la sua controversa destinazione l’hanno posto al centro di un dibattito che ne ha enfatizzato il fascino e il mistero. A destra dell’abside di San Pietro si staglia la facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore. Tradizionalmente riferita alla committenza di Leone, vescovo di Siponto, fu edificata nell’XI secolo, per poi essere ristrutturata nel secolo successivo secondo il modello romanico-svevo di Capitanata. I recenti interventi sulla Cittadella Micaelica si inseriscono quale prosecuzione delle molteplici campagne di restauro intraprese nel corso del ‘900; possono considerarsi, anzi, i più importanti dopo quelli che ebbero come protagonista Giovanni Tancredi negli anni ‘40, in quanto attuati all’insegna del duplice obiettivo del recupero e della valorizzazione. Si è proceduto al restauro conservativo della Tomba di Rotari, del portale, della facciata e del ciclo di affreschi della chiesa di Santa Maria Maggiore; alla riorganizzazione spaziale, materica e funzionale della navata a cielo aperto dell’ex-chiesa di San Pietro ed al restauro dei suoi elementi architettonici residuali (facciata e abside). I lavori hanno riguardato anche la chiesa della Madonna della Libera, costruita nel 1879 nell’ambito dell’ampliamento dell’oratorio di Sant’Anna, poco distante dall’atrio superiore della Basilica, in cui si è operato con consolidamento statico, revisione di intonaci esterni e ripresentazione estetica degli interni. Fra i vari interventi attuati sul Santuario di San Michele merita una nota particolare quello della porta bronzea donata da Pantaleone Amafitano nel 1076, inquadrata dal portale romanico che segna l’ingresso alla grotta. Sono stati messi a punto, inoltre, impianti di illuminazione volti ad enfatizzare l’interno della Tomba di Rotari e l’area dell’ex-chiesa di San Pietro, oltre che delle chiese di Santa Maria Maggiore e della Madonna della Libera. Con il medesimo intento di valorizzazione sono stati realizzati dispositivi hardware e software, sistemi interattivi e supporti multimediali attraverso i quali il visitatore potrà approfondire, manipolare immagini ed esplorare ambienti e reperti. I prodotti tecnologici installati nel santuario e nell’area monumentale permettono di scegliere diverse modalità, dinamiche e ricche di suggestioni: video, totem e leggii touchscreen, sussidi audiovisivi multimediali, proiezioni murali su schermi olografici, ricostruzioni virtuali, ricostruzioni 3D, con un’attenzione particolare rivolta a sistemi immersivi che conducano il visitatore “dentro” il complesso e lo rendano protagonista attivo di una storia di fede e di arte che dura da quindici secoli. “Progetto a cura di: Arch. Nunzio Tomaiuoli, Arch. Anita Guarnieri, Dott.ssa Marisa Milella, Arch. Francesco Longobardi, Dott.ssa Antonella Simonetti. Direttore dei lavori: Arch. Lucia Patrizia Caliandro. Responsabile unico del procedimento: Arch. Salvatore Buonomo. Le professionalità tecniche coinvolte e tutti i collaboratori sono interni all’Amministrazione MiBACT. Imprese esecutrici: R.E.M.I. srl , MP Mirabilia Servizi srl. Consulenze esterne: Arch. Fabio Braghetta, Ing. Giuseppe Albano, Prof. Giorgio Otranto, Prof. Lorenzo Infante”