Quando distillare un liquore è un’arte

Dal Liquorificio Cav. Rosario Giuffrida, prodotti etnei doc

Una storia lunga oltre 150 anni fatta di sapori e prodotti genuini del territorio etneo lavorati artigianalmente, che oggi è proseguita e interpretata con grande capacità dal giovane maestro liquoriere Mariano Caggegi. È questa la realtà del Liquorificio Cav. Rosario Giuffrida, un nome che è sinonimo di liquori finissimi e di una varietà di produzione che racconta in tutte le sue sfaccettature la ricchezza dei prodotti di Santa Venerina in provincia di Catania, una zona collinare alle pendici dell’Etna, sulla costa jonica della Sicilia. Qui, in una cornice eccezionale, il liquorificio guidato da Caggegi usa le materie prime di elevata qualità, rigorosamente provenienti dai territori etnei. Nascono così le creme, i rosoli, i liquori e il nuovissimo amaro che il giovane maestro liquoriere ha lanciato da poco sul mercato. Si chiama “Amario” e la ricetta esclusiva riunisce erbe selezionate e frutta, tra l’altro arancia e melograno, per un amaro amabile, che sorride anche alle donne. Importante la produzione delle creme, che si trovano poi nei bar, nelle enoteche, nei ristoranti e nei migliori negozi di prodotti tipici delle zone turistiche. “La nostra produzione è limitata per mantenere l’elevata qualità della materia prima e della freschezza del prodotto”, racconta Caggegi. Tra le creme ci sono quelle al pistacchio di Bronte Dop, alle mandorle d’Avola, al cioccolato fondente e peperoncino di Modica, alla nocciola, al limone e, seguendo la stagionalità, c’è anche la crema alle castagne. L’elenco dei rosoli è significativo: il limoncello, quelli realizzati con mandarini, arancia rossa, con le stecche di cannella, la polpa del fico d’India, la liquirizia e il finocchietto selvatico. Tra i liquori spicca “Sospiro dell’Etna”, un rosso brillante da 70° a base di frutti esotici. Nel Liquorificio Cav. Rosario Giuffrida, che nel 1925 ricevette il “Gran Premio e Medaglia d’oro” all’Esposizione internazionale di Roma, non mancano le grappe: la grappa Bianca di Nero d’Avola e la Grappa Barricata. L’antico opificio ospita anche l’originaria distilleria resa oggi un interessante museo di proprietà del professor Antonino Mangano Giuffrida, visitabile su prenotazione. All’interno si trovano tutte le attrezzature che venivano usate durante le distillazioni. “Ci sono le tre colonne a piatti in rame per la distillazione a vapore con ancora i cilindretti della Finanza che li sigillano – racconta il discendente del fondatore -. E una macchina a vapore – la “cavallina” – della fine dell’‘800 e molti altri oggetti di grande fascino”.