I nuovi orizzonti dell’enologia d’autore

Sempre alla ricerca dell’eccellenza vitivinicola, la Tenuta Sant’Antonio primeggia anche nelle produzioni senza solfiti aggiunti con Telos

Ormai da diversi anni il mondo vinicolo italiano è entrato in una nuova fase. Le aziende migliori hanno infatti iniziato una ricerca volta a mettere a punto sistemi di vinificazione sempre più naturali, capaci al tempo stesso di esaltare le caratteristiche migliori del vitigno e del suo territorio. Salubrità, sostenibilità e biodiversità sono dunque ormai entrati di diritto nel lessico enologico e fanno parte concretamente del linguaggio e soprattutto della filosofia produttiva dell’Azienda Agricola Tenuta S.Antonio di Colognola ai Colli (Verona), una delle più importanti e rinomate aziende vinicole italiane e in particolare della Valpolicella, un territorio che vanta una tradizione vitivinicola millenaria. Con Tenuta Sant’Antonio, l’alta qualità vinicola è una garanzia assoluta di successo in ogni bottiglia prodotta, ma negli ultimi anni la ricerca si è focalizzata, e con risultati eccellenti, anche su vini innovativi, naturali e senza solfiti aggiunti. A Colognola ai Colli, storica sede dell’Azienda agricola, è vietato insomma parlare di sapori e profumi ottimi ma standardizzati, come conferma Paolo Castagnedi, che con i fratelli Tiziano, Armando e Massimo guida da oltre 25 anni l’azienda di famiglia. “La perfezione non esiste, ma quando si raggiunge un obiettivo importante, forse lo scopo di una intera vita imprenditoriale, sembra quasi che si avveri una profezia. Esattamente quello che è successo a noi nel 2010 quando abbiamo iniziato la produzione dei vini senza solfiti aggiunti ai quali abbiamo dato il nome Telos, dal Greco, appunto, scopo, profezia. Un nome, dunque, che ha già in sé il senso compiuto dell’obiettivo raggiunto. Un punto di partenza dal quale la nostra azienda ha iniziato un nuovo percorso produttivo per proporre sul palcoscenico enologico italiano e internazionale vini nuovi, straordinari e carichi di nuove suggestioni: Telos Bianco, il primo nato nel 2010, il Telos Rosso, del 2012 ed il Telos Amarone, del 2013”. La risposta del mercato è stata ovviamente pari alle attese e all’impegno dell’azienda. Gli immediati riscontri commerciali sono stati decretati dal fatto che il mercato si è notevolmente evoluto verso questa direzione e il consumatore ormai non si accontenta più solo del gusto e del profumo di un vino, ma ricerca anche valori superiori, riscontrabili nella percezione del territorio d’origine, nell’etichetta di prestigio e, appunto, nell’aspetto innovativo e salutistico dato dalla assenza di solfiti aggiunti. Il contributo dato dalla famiglia Castagnedi alla viticoltura italiana e internazionale è di assoluto rilievo in tutti i settori vinicoli; basti pensare a quelli che sono i più famosi ed apprezzati vini veronesi come il Valpolicella Superiore Doc Ripasso, l’Amarone, i vini dolci come il Recioto o il Passito e i grandi classici come il Soave o il Rosso Veronese. Non c’è dubbio però che una ulteriore forte spinta al mercato sia stata data proprio sul versante innovativo nel quale Tenuta Sant’Antonio ha fatto fare grandi passi all’enologia italiana sul versante dei vini senza solfiti aggiunti, con le linee Scaia e Telos. Successi dovuti alla grande attenzione portata dagli enologi dell’azienda alla fase di cantina dove i vini raggiungono un’eleganza, una struttura e un gusto davvero unici e sorprendenti. “In termini di volume il trend della linea Telos si sta confermando di grande interesse e in continua crescita. Segno che la competizione del vino oggi non si gioca più solo sulla bontà e sulla certificazione, ma anche su giuste percezioni salutistiche e ambientali, aspetti sui quali Tenuta Sant’Antonio si batte da sempre. Entrando più nello specifico – prosegue Paolo Castagnedi – con Telos abbiamo raggiunto un grado di equilibrio olfattivo e gustativo straordinario, espresso sia nel Rosso, ricco di aromi e di gusti complessi, che nel Telos bianco, un piccolo paradiso per le papille gustative che ci sta dando grandi soddisfazioni”. Che si parli dei grandi vini storici della migliore tradizione veronese, o dei più innovativi e moderni vini senza solfiti, l’approccio alla produzione della tenuta Sant’Antonio non cambia mai: territorio propizio, metodi rigorosi e grande cultura enologica. Per la famiglia Castagnedi, insomma, vinificare è un’arte antica eppure sempre al passo con i tempi. Un messaggio perfetto anche per il mercato estero dove l’azienda veronese si conferma protagonista di livello assoluto e continua a ottenere consensi, grazie a un approccio di gestione dinamica e un marketing adeguato e ben sostenuto da certificazioni, premi e riconoscimenti internazionali.