Non c’è business senza responsabilità sociale

Questo il valore fondante di Saviola Holding, leader in Italia nella produzione di pannelli truciolari

Tutto inizia nel 1963, in un modesto capannone di Viadana (Mn), dove viene realizzato il primo pannello truciolare della Sadepan, un’azienda che Mauro Saviola fonda insieme al fratello e a un cugino. Il progetto di dedicarsi alla produzione di pannelli ricavati dal legno di scarto era maturato nella sua mente durante una trasferta in Germania. Dopo aver visto un impianto di produzione di pannelli partendo da rami d’albero triturati e successivamente pressati, il pensiero era corso alla moltitudine di rami e tronchi che si accumulavano lungo le rive del Po. Da qui alla considerazione che quello dei pannelli in legno di recupero – vista l’espansione del mercato dell’arredamento – poteva facilmente rivelarsi un commercio redditizio, il passo fu breve. Le previsioni si dimostrano esatte: il prodotto ha successo e il primo bilancio della neonata società si chiude in pareggio. Da allora sono passati poco più di 50 anni e quella piccola impresa si è trasformata prima nel Gruppo Saviola e poi in Saviola Holding. Negli anni ’80 è appunto Mauro Saviola, che intuisce con largo anticipo le potenzialità del riciclo dei materiali. Da allora l’azienda è costantemente cresciuta nella produzione dei pannelli truciolari, della chimica e dei mobili in kit, divenendo un punto di riferimento a livello mondiale in questi settori (www.grupposaviola.com). Alessandro Saviola, subentrato alla presidenza del gruppo dopo la scomparsa del fondatore, ne ha guidato il rinnovamento, riorganizzando le aziende in tre distinte business unit: Chimica, per la produzione di resine e collanti, Legno, con pannelli truciolari grezzi e nobilitati, bordi, superfici e semilavorati per l’industria del mobile e Mobili in Kit, venduti ai principali protagonisti della distribuzione mondiale, tra cui Ikea. Un rinnovamento che ha già dato risultati tangibili. In anni di profonda crisi, che hanno provocato un drastico calo dei consumi, il gruppo ha registrato una crescita progressiva di marginalità, raggiungendo nel 2014, a fronte di un fatturato di 529 mio di Euro, Ebitda pari a 73 mio Euro. Oggi Saviola – che ha il quartier generale situato a Viadana e diverse unità produttive dislocate, oltre che in Italia, in Francia, Svizzera, Belgio e Argentina, con circa 1.400 dipendenti – sta completando il processo di riorganizzazione e consolidando le posizioni di mercato conquistate negli anni. Oggi Saviola Holding è una comunità che si riconosce nella definizione data dal proprio fondatore “The Eco- Ethical Company”. Cinque i suoi valori fondamentali – ambiente, persone, territorio, qualità e innovazione – a loro volta, ascrivibili a un concetto più ampio della sfera di un’impresa, la responsabilità sociale. Non a caso, il gruppo – noto per il claim: “Aiutateci a salvare gli alberi” – è il più importante trasformatore di legno postconsumo del mondo, ne è prova la capacità di raccogliere e lavorare 1,5 milioni di tonnellate di legno postconsumo l’anno. Così, per salvaguardare i dipendenti, tutte le aziende di Saviola Holding dispongono di uno scrupoloso sistema di controlli e di gestione della sicurezza che prevede, in certi casi, anche il monitoraggio in continuo a disposizione delle autorità preposte, in un’ottica di massima collaborazione e trasparenza. Ancora: il gruppo è fortemente radicato nel territorio d’origine -Viadana, la Lombardia e la Pianura Padana -, ma nel corso degli anni ha saputo crescere e cogliere i cambiamenti a livello globale. Oggi, i grandi clienti e il network di relazioni fanno di Saviola Holding – azienda “glocal” ante litteram – uno dei maggiori player internazionali della green economy. In_ ne qualità e innovazione. La prima (riconosciuta da 20 certificazioni) è intrinseca in ogni prodotto: il Pannello Ecologico – l’unico pannello truciolare a possedere la certificazione Fsc Legno Riciclato 100% – risponde alle stesse normative dei pannelli realizzati con legno vergine, le resine hanno il più basso contenuto di formaldeide, mentre le collezioni di decorativi esistenti e il know-how tecnico-estetico del gruppo sono sinonimi di made in Italy. Infine, investimenti continui in tecnologia e nella divisione Ricerca & Sviluppo, rendono l’innovazione un tema trasversale a tutte le business unit. Negli ultimi anni i ricercatori della società sono riusciti a espandere la gamma dei prodotti fino a raggiungere segmenti nuovi del mercato: è il caso del Sazolene, un fertilizzante azotato a lento rilascio; e del Saviotan, estratto di tannino vegetale utilizzato nell’industria conciaria e in quella zootecnica la cui utilità è stata dimostrata a livello scientifico. Degno di nota è anche il Leb, (Lowest Emission Board), certificato Fsc 100% Recycled, e con le più basse emissioni di formaldeide al mondo, comparabile al legno naturale, creato dal gruppo per offrire ai produttori di mobili un materiale le cui perfomance superano le più stringenti restrizioni internazionali. Per non parlare dell’ampia gamma di carte e laminati, bordi e superfici, decorativi e finiture che consentono ai designer di “vestire” il mobile più complesso e mantenere sempre una forte coerenza estetica. Tutti prodotti che esprimono, ancora una volta, la logica di rispetto dell’ambiente e di chi lo vive. La logica della Eco-Ethical Company.