Comune di Conegliano

Floriano Zambon: “Noi, Città europea del vino. E con i comuni della zona possiamo crescere ancora”

Famosa per aver dato i natali al celebre artista Giambattista Cima (XV sec.), Conegliano sorge in una posizione privilegiata, a ridosso delle Prealpi Trevigiane. La città conta circa 35.000 abitanti (è il secondo centro abitato della provincia, dopo il capoluogo Treviso) ed è punto di riferimento per i suoi servizi per un contesto “metropolitano” di circa 160.000 abitanti, che comprende 15 comuni. Un’area del Paese che coincide con quella di produzione del rinomato Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, che vanta ben oltre 3.200 aziende produttrici, oltre 5.400 addetti, con un fatturato che ha superato i 400 milioni di euro. Questa è la fotografia della città europea del vino 2016, così come è stata battezzata a Bruxelles da Recevin, la rete europea delle città del vino, Conegliano Valdobbiadene “Capitale della Cultura Enologica Europea 2016”. “Il titolo – spiega Floriano Zambon, sindaco di Conegliano e presidente dell’Associazione nazionale delle Città del Vino – è una conseguenza del percorso di rete messo in piedi con tutti i sindaci del Conegliano Valdobbiadene Docg, collaborazione secondo noi vincente. Lo spirito della rete in un territorio così piccolo, di soli 15 Comuni, caratterizza tutto il sistema delle Città del Vino che nella rete e con la rete può raggiungere obiettivi importanti sia sul piano normativo che delle buone pratiche. Penso, in particolare, alla pianificazione urbanistica dei Comuni e alla promozione enoturistica dei territori. Se prendiamo l’esperienza dei nostri predecessori, è stato raggiunto un obiettivo interessante di incremento dell’indotto turistico, che in questo momento risulterebbe importante per sostenere il nostro sistema economico”. Quali sono le aspettative del territorio rispetto a questa prestigiosa intitolazione? “In Italia ogni anno si registrano oltre 13 milioni di enoturisti, un movimento in crescita sia in Italia che all’estero. Il riconoscimento ottenuto a livello europeo rappresenta per noi una certificazione di qualità e di merito che dobbiamo saper veicolare nella maniera migliore, sapendo che ne raccoglieremo i frutti negli anni a seguire. Se infatti Recevin ha premiato noi rispetto ad altri territori europei lo si deve senza dubbio alla solidità del sistema vitivinicolo, ma anche a quella proposta di sistema che vede protagonisti Comuni e territorio con oltre 150 eventi l’anno, per un investimento di 5.5 milioni di euro”. Per Conegliano si aprono nuovi scenari dunque. “Tutto dipenderà dalla nostra capacità di fare ed essere sistema – spiega Zambon -. Dovremo essere in grado di offrire delle opportunità agli enoturisti, a quella nutrita schiera di persone che dall’Italia e dal mondo guardano con interesse a una proposta che coniughi prodotti della terra di eccellenza a territori ricchi di fascino, storia e cultura, ma anche intrattenimento e accoglienza di qualità. Per essere vincente il nostro territorio dovrà vincere la sfida dell’enoturismo. Dobbiamo strutturarci sempre più e sempre meglio e proiettarci su questo segmento economico, diventando leader nel soddisfare bisogni che sono senza dubbio ricercati ed evoluti”. Avere una bella rete di incoming e quindi di aziende e agenzie, di strutture capaci di accogliere, è necessario, ma di fatto non esaurisce l’ambito di intervento per un comune che deve proiettarsi verso il futuro. “Gli enoturisti, una volta arrivati a Conegliano, vogliono muoversi con agilità, secondo percorsi ben indicati. E non è detto che tutto ciò si possa fare con i mezzi pubblici – afferma il sindaco -. Le agenzie devono quindi avere la capacità di coccolare e far vivere il territorio. Un ruolo chiave in questo lo avranno le cantine”. Ma sono già numerose le cantine che oggi si occupano di accoglienza. “È vero – dice il sindaco -. Molte hanno già fatto questo straordinario salto di qualità negli ultimi 15 anni. Non più quindi solo opificio accessibile solo agli addetti ai lavori, ma luogo di relazione, dove si presentano libri, si fa musica e in alcuni casi si mangia e si dorme. Se il vino è poesia della tavola e l’etichetta ne riassume con la denominazione il titolo, al turista va data l’opportunità di vedere dove si è ispirato il poeta. Non c’è prodotto che come il vino – e il Prosecco Superiore nel nostro caso – racconti così bene il territorio di origine”. Numerose le iniziative che coinvolgeranno e che hanno coinvolto in questi mesi Conegliano, città europea del vino. “Hanno avuto grande successo gli stage dedicati ai giovani viticoltori che hanno coinvolto istituzioni, aziende e beni culturali – sostiene Zambon -. Un’esperienza di qualità, coordinata dal comitato organizzatore in cui l’Associazione città del vino ha un ruolo chiave, per creare giovani testimonial del nostro territorio. È vero infatti che sono importanti le azioni di marketing turistico. Ma sappiamo dalle statistiche che il miglior veicolo di promozione è il passaparola positivo, quello mosso dall’esperienza. L’anno europeo del vino sarà un banco di prova per fare esperienza e per creare quel sistema che ci permetterà di essere più forti in futuro”. Tra gli eventi più rappresentativi, si segnalano i weekend dell’Autunno coneglianese, emozioni di settembre, in centro storico, e i concerti dal vivo della Zoppas Arena live (primo appuntamento con la cantante Emma il 14 ottobre), le grandi mostre di Palazzo Sarcinelli e la stagione teatrale del Teatro Accademia.