Città di Treia: In uno dei Borghi più Belli d’Italia, si disputa ogni anno la Disfida del Bracciale

L’antico gioco rivive ogni anno in questa splendida cittadina marchigiana; un salto indietro nell’atmosfera ottocentesca. Sport, spettacolo, cultura e specialità enogastronomiche. Il caldo ocra dei mattoni illuminati dal sole sullo sfondo del cielo azzurro e del verde delle colline marchigiane fino al mare. È questo il volto che Treia presenta al turista curiosando nelle strade e nelle piazze se ne scoprono a ogni angolo i tesori perfettamente conservati. Mura torrite, chiese, palazzi neoclassici, il teatro e l’Accademia Georgica con la facciata del Valadier. Fu così che Goethe, affascinato dallo spettacolo atletico, racconta una delle fasi del gioco del pallone con il bracciale a cui assistette durante il suo viaggio in Italia, nel 1786. È uno sport con radici antiche, che raggiunse il maggior sviluppo durante il Rinascimento, favorito da prìncipi e signori. Nel ‘700 e ‘800 furono realizzate speciali arene, detti sferisteri e l’entusiasmo popolare raggiunse il culmine, soprattutto nelle regioni del centro Italia. In particolare a Treia (Macerata), dove nacque il più grande giocatore di bracciale di tutti i tempi, Carlo Didimi, immortalato da Giacomo Leopardi nell’ode “A un vincitore nel pallone’’ (1821). Tecnicamente il gioco ricorda il tennis: spingere da una metà all’altra del campo il pallone di cuoio cucito a mano colpendolo con il bracciale, manicotto ricavato da un unico pezzo di legno di sorbo, scavato all’interno in maniera corrispondente al polso del giocatore, con dei fori in cui vanno a connettersi delle punte di corniolo lateralmente a contatto tra loro. Il tutto per un peso di circa due chili, mentre il pallone pesa circa tre etti e mezzo. Oggi Treia rievoca i fasti sportivi ottocenteschi nella prima domenica di agosto – quest’anno il 7 agosto – con la “Disfida del Bracciale’’ tra quattro squadre formate esclusivamente da giocatori triesi, che rappresentano i quattro quartieri cittadini e i rispettivi ceti sociali dell’epoca: i contadini del Borgo, i nobili del Cassero, gli artigiani del Vallesacco e gli zingari dell’Onglavina. La rievocazione storica, gestita dal 1978 dall’Ente Disfida del Bracciale per onorare il campione Didimi è ambientata negli anni intorno al 1820, le strade adornate con i colori dei quattro quartieri sono il palcoscenico per la sfilata in costume d’epoca con abiti ottocenteschi. Quest’anno, dal 29 luglio, la città si prepara alla grande rievocazione: nelle strade le botteghe artigiane, ricavate in locali tipici, ospitano gli artisti, mentre ogni quartiere allestisce una sua “locanda’’ dove si possono gustare piatti caratteristici, leccornie tramandate dal passato. Ogni sera poi, vengono allestiti spettacoli con la partecipazione di musicanti, saltinbanchi, giocolieri e mangiafuoco che coinvolgono il pubblico. Vi aspettiamo.