Città di Sacile: alla scoperta del “Giardino della Serenissima”, ricco di storia, ma anche aperto alla modernità

“Un intimo abbraccio, avvolti dal centro storico e dal fiume Livenza che lo interseca”. Il sindaco di Sacile, Roberto Ceraolo, suggerisce questa immagine per raccontare il “di più” che questa cittadina del Friuli occidentale offre a quanti vorranno scoprire un luogo definito il “giardino della Serenissima”. Così denominato per le atmosfere veneziane incastonate in un ambiente curato, rilassato, ricco di storia – come raccontano i suoi edifici signorili e ben curati – e al contempo aperto alla modernità, tanto da essere scelto da qualche anno per l’Urban Freestyle and Xtreme_ Sports_ Festival, il più grande festival in Italia nel suo genere, con tre giorni all’insegna dell’adrenalina e del divertimento. La cittadina oggi si trova nella felice condizione di avere la forza propulsiva di un centro di quasi 20mila abitanti e un ambiente naturale e storico- architettonico salvaguardato dalle logiche dell’imperioso sviluppo degli anni ‘70 e ‘80, quando cemento e capannoni avevano spesso l’ultima parola. A Sacile, una visione lungimirante ha pensato che si poteva partecipare allo sviluppo senza tradire il proprio territorio. “Questa visione oggi ci consente di poter puntare su un aspetto economico- culturale che in altri anni non era stato preso in debita considerazione – spiega il sindaco Ceraolo -. Sacile, infatti, dal secondo dopoguerra era diventato centro mandamentale con l’ospedale, la caserma, le scuole e diversi altri servizi. Ha beneficiato, inoltre, dello sviluppo del distretto del mobile”. Ora però le trasformazioni economiche hanno fatto rallentare alcune attività per lungo tempo trainanti, dando la possibilità ad altre di svilupparsi per un’integrazione dei redditi. In questo contesto, prosegue il sindaco, “l’amministrazione da tempo ha puntato sulla valorizzazione della dimensione turistica di Sacile, che ha moltissime potenzialità e può generare ripercussioni economiche positive sul tessuto locale”. Perciò da alcuni anni Sacile, in una forma coordinata con l’Agenzia turistica regionale PromoTurismoFVG, ha messo a punto “pacchetti” per diverse esigenze e comunque tutti dedicati a fare in modo che il soggiorno possa lasciare un unico segno: il desiderio di tornarci .Da queste parti si scivola sulle verdissime acque del Livenza – che spuntano dalle vicine risorgive – guardando a monte le montagne con il monte Cavallo che domina su tutti o intuendo che, non lontano, ci sarà l’approdo in Adriatico, grazie alle pagaiate possibili con l’associazione Canoa Club di Sacile, quella da dove ha cominciato a prendere le mosse il campione olimpico Daniele Molmenti. “Per valorizzare appieno questo bellissimo fiume che attraversa la città – continua il primo cittadino -, il Comune ha già pensato a un progetto per attracchi ecosostenibili lungo le sponde e una navigazione con barche elettriche”. L’Ufficio turistico, previa prenotazione, predispone visite guidata a tutta la città, con tappe d’obbligo a Palazzo Ragazzoni, un’architettura rinascimentale tra le più interessanti del Nord Italia, nei cui saloni affrescati sono arrivati anche l’imperatore di Francia e l’imperatrice d’Austria. Poco più in là, l’altro gioiello di Sacile, il duomo, che merita la visita prima di scendere sul fiume per ammirare da quella visuale angoli imperdibili del centro storico. Ogni iniziativa a Sacile diventa un evento comunitario, poiché la sua conformazione urbanistica raccolta fa in modo che tutto il paese respiri le iniziative che si promuovono. Se la “Sagra dei Osei” ha da poco concluso gli eventi estivi con la sua 743ª edizione – tra le più antiche sagre popolari d’Italia, è dedicata all’esposizione e alla vendita di uccelli da canto -, si sta già lavorando per l’edizione di primavera, che ha origini molto più recenti ma “sta crescendo molto bene”, osserva il sindaco, tanto che ormai si contano circa 20mila presenze a edizione. Intanto Sacile si sta preparando per accogliere a ottobre “Profumi e sapori”, una manifestazione che rafforza sempre più la sua capacità di attrazione. Più in là, a dicembre, le “Casette natalizie” sono diventate un punto di riferimento a nordest, grazie, tra l’altro, alla loro suggestiva disposizione entro la corte del Palazzo Ragazzoni e lungo le sponde del Livenza. La dimensione delle attività culturali che si promuovono in questo scorcio di Friuli dà comunque l’opportunità di calendarizzare una visita in ogni momento dell’anno. A novembre arriva il “Volo del jazz” con i concerti promossi dal Circolo culturale Controtempo e la stagione del Teatro Zancanaro, gestito direttamente dal Comune, ha sempre spunti d’interesse. Tra l’altro, in questo teatro si proiettano anche pellicole e un’iniziativa comunale – proiezioni low cost il mercoledì – ha fatto “riempire di nuovo il cinema ed è diventata un traino anche per gli altri spettacoli che si ospitano”. Nella città in cui Fazioli costruisce pianoforti che hanno raggiunto e mantengono le vette mondiali e dove sono quasi di casa diversi calciatori di fama – tra gli altri Messi, Aghero, De Maria, Chiellini -, l’enogastronomia ha offerte per ogni portafoglio per una tavola in cui si incontrano i profumi e i sapori della cultura veneta e friulana.