Vacanze in castello tra atmosfere di grande fascino ed eleganza

CastelBrando: hotel lussuoso con 80 camere, funicolare, Spa e centro congressi da 1.800 posti

Tra Cortina e Venezia, nelle splendide Prealpi Trevigiane, c’è un luogo in cui la storia può essere vissuta in prima persona soggiornando in una delle più affascinanti perle del patrimonio storicoartistico italiano. CastelBrando è tra i più maestosi e antichi castelli d’Europa e oggi è sede di un rinomato hotel a quattro stelle che ha accolto nei secoli personaggi illustri come Dante, il Casanova e la regina di Cipro Caterina Cornaro, solo per citarne alcuni. Oltre all’hotel, con 80 camere e suite, il castello ospita due ristoranti, bar, enoteche e cantine, diversi musei, un eliporto, una funicolare panoramica e una Spa in antichi sagni romani. Sette sale e tre teatri, dotati di impianti tecnologici moderni, compongono inoltre il centro congressi, in grado di ospitare fino a 1.800 persone, scelto da aziende e università per eventi e meeting. Arroccato sul promontorio che domina la Valmareno e il paese di Cison, eletto uno dei borghi più belli d’Italia, CastelBrando avvolge gli ospiti e i visitatori con la sua aura magica, che penetra nella pelle e arriva fino al cuore. Le sue origini risalgono ai Romani che eressero un Castrum a difesa della Via Claudia Augusta Altinate, l’antica strada che per prima collegò l’Adriatico al Nord Europa, valicando le Alpi. Nei secoli successivi il destino del castello si intreccia con quello di Attila, di Carlo Magno, di Ottone I, e Massimiliano I d’Asburgo, e di popoli come i Goti, gli Unni e i Longobardi. Nel Medioevo divenne poi dimora dei nobili da Camino, passando infine sotto il controllo della Repubblica di Venezia che lo diede in feudo al doge Marin Faliero e successivamente ai condottieri Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, e Brandolino Brandolini. Furono i discendenti di quest’ultimo, che governarono la fortezza per cinquecento anni, ad ampliare CastelBrando e a trasformarlo in una dimora signorile, facendo erigere nel Rinascimento l’ala centrale con la splendida facciata in stile sansoviniano e – duecento anni più tardi – l’ala a ferro di cavallo, progettato dall’architetto Ottavio Scotti, in rigoroso stile classico. La proprietà venne venduta nel 1959 ai Salesiani che ne fecero un centro spirituale per poi essere acquistata, nel 1998, dalla società Quaternario Investimenti dell’imprenditore Massimo Colomban, che ha deciso di riportare il maniero al suo antico splendore, restituendo al territorio uno scrigno della storia del Veneto, d’Italia e d’Europa