Un’oasi di affreschi e giardini

Villa Sant’Isidoro De Cordova, l’ultima sontuosa dimora della Piana di Bagheria, apre le sue porte

Un patrimonio storico e artistico di grande pregio restituito alla comunità di Bagheria grazie all’impegno (anche economico) di un imprenditore illuminato e dell’Associazione culturale istituita ad hoc: ecco la parabola virtuosa di Villa Sant’Isidoro De Cordova (www.villasantisidorodecordova.it). Nata nel XIV secolo come un baglio con torre al centro di un’area destinata alle colture, il cui piano nobile è stato inaugurato e aperto al pubblico lo scorso 20 giugno. “L’ultima villa della ‘Piana di Bagaria’ conservata integra sia nell’architettura che negli arredi – racconta Stefania Randazzo, direttore scienti_ co dell’Associazione e anche consulente artistico del Museo Mandralisca di Cefalù – non era mai stata aperta al pubblico. L’ultima componente della famiglia De Cordova, la marchesa Maria Teresa, morendo ha lasciato la Villa all’imprenditore Domenico Angileri perché ne facesse una Casa Museo. Lo stato di conservazione degli interni, del mobilio, della quadreria, della biblioteca, del guardaroba e di tante altri arredi domestici fanno di Villa S. Isidoro una vera miniera di informazioni: il mio lavoro in questa prima fase – precisa Randazzo – è stato quello di ordinare e catalogare tutto il contenuto e ho potuto apprezzare la presenza di oggetti della quotidianità molto interessanti ma anche di vere e proprie sorprese, come gli affreschi firmati e datati (1753) nella decorazione del grande salone dipinto a “trompe l’oeil”, o i due dipinti della quadreria attribuiti dal critico Vincenzo Abbate a Pietro Novelli e a Jusepe De Ribeira, detto Lo Spagnoletto”. Una prima fase, questa, che ha comportato l’impegno di tanti volontari e che dovrebbe essere solo il primo passo di un ambizioso progetto di riqualificazione completa del sito, con una risistemazione dei giardini (ricomprati da Angileri perché alienati dai proprietari nel corsi degli anni), la ricostruzione della cappella e un uso più intensivo di questo bene architettonico, come la messa in funzione di laboratori agricoli che recuperino le antiche usanze, dalla lavorazione del pesce azzurro e degli ortaggi, alla coltivazione dell’agrumeto e dell’oliveto, alla produzione del vino. “A settembre – prosegue Stefania Randazzo – dovremmo aprire la biblioteca che presenta un notevole fondo librario, con testi di agraria e medicina, ma anche di storia e letteratura”. L’importo stimato per il progetto completo è di cinque milioni di euro, cifra difficilmente sostenibile solo da privati. “Siamo in cerca di sponsor – ammette il direttore scientifico – e parteciperemo a tutti i possibili bandi pubblici di finanziamento. Per ora abbiamo attivato rapporti con istituti scolastici del territorio per progetti didattici, ma anche contratti di scuolalavoro con istituti tecnici e alberghieri per favorire la crescita professionale degli studenti e garantirci un aiuto qualificato nella gestione della Casa Museo. È intendimento dell’associazione attivare rapporti con le facoltà di Architettura e Lettere dell’Università di Palermo per l’opera di catalogazione del fondo documentale e per l’istituzione di tirocini”. La Villa è aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.