Un’area tra le più significative del Mezzogiorno d’Italia

Penultimo dei 24 parchi nazionali istituiti in Italia, quello dell’Alta Murgia, in Puglia, è il nono ad avere un Piano per il Parco e ad attendere l’approvazione definitiva del Regolamento che lo sottende

Istituito nel 2004, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è un’area naturale protetta situata in Puglia, più precisamente tra la provincia di Bari e quella di Barletta-Andria-Trani, per un totale di 13 comuni coinvolti. Di rilevante valore naturalistico, paesaggistico e storico culturale, il Parco vanta un’estensione di oltre 68mila ettari ripartiti in tre zone a tutela differenziata, tra cui una fascia di steppa a stipa che, presente a un’altitudine di circa 500 metri, rappresenta l’ultimo esempio di pseudo-steppa mediterranea presente nell’Italia peninsulare e uno dei più importanti di tutta Europa. Sito di importanza comunitaria, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia coincide con una parte della più estesa Zona di Protezione Speciale istituita per tutelare l’habitat privilegiato da centinaia di specie ad ampia distribuzione, tra cui una delle più importanti popolazioni a livello mondiale di Falco grillaio, che nidifica nei centri storici dei paesi limitrofi, dove determina un connubio unico tra architettura antica e natura, e di Falco lanario, per il quale l’Italia meridionale rappresenta il limite di espansione occidentale. Culla e riparo per centinaia di specie, il territorio dell’Alta Murgia non accoglie, però, solo una fauna tra le più interessanti della Puglia e d’Italia. Sito di rilevanza storico architettonico, grazie alla presenza di Castel del Monte, splendida fortezza del XIII secolo inserita dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’umanità già nel 1996, il Parco è anche un vero e proprio “tesoro” di beni geologici e speleologici, ma anche archeologici e antropologici. Al suo interno, infatti, è presente un inestimabile patrimonio paleontologico costituito, in primis, dalla paleosuperficie di Cava Pontrelli in agro di Altamura (BA) dove, nel 1999, furono notate migliaia di impronte di dinosauri risalenti a circa 85 milioni di anni fa, nonché dalla grotta di Lamalunga, situata nella zona denominata Pulo di Altamura, dove il 3 ottobre 1993 venne scoperto uno scheletro di Homo neanderthalensis – l’Uomo di Altamura -, datato tra i 128mila e i 178mila anni fa. “A loro volta – precisa Fabio Modesti, direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia -, le rilevanti peculiarità paesaggistico-ambientali, unite a un indiscusso patrimonio geologico dell’intera zona di riferimento, sono gli elementi sui quali si basa la recente candidatura per l’ammissione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia al GGN, la Rete di Geoparchi Globale creata dall’Unesco per promuovere e conservare l’eredità geologica del pianeta”. Caratterizzato per circa metà della sua estensione da un territorio rurale, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia rappresenta una “iperessenza” tra ruralità e naturalità che, nell’insieme, concorrono a determinare la specificità dell’intero Parco. E mentre al suo interno agricoltura e zootecnia sono indicati come settori portanti, l’obiettivo si conferma incoraggiare lo sviluppo sostenibile delle comunità interessate. “Come in ogni altro Parco nazionale italiano – afferma Cesareo Troia, vice presidente dell’Ente -, anche qui la conservazione del territorio, delle sue peculiarità, della flora e della fauna che lo caratterizzano, è una priorità, ulteriormente rafforzata dal più recente sviluppo di economie endogene legate soprattutto a un’offerta di turismo sostenibile”. Attitudini al “rispetto” e alla “tutela” che nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia sono applicate anche ai poligoni militari che, risalenti alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, si estendono per circa il 30% del territorio del Parco, da tempo impegnato nell’affrancamento dalle “servitù militari” e al contempo attivo nella stipula di importanti Protocolli d’intesa per una gestione sinergica nel rispetto dell’ambiente e della fauna locale. Infatti, non è un caso che, penultimo dei 24 parchi nazionali istituiti in Italia, quello dell’Alta Murgia sia il nono ad avere, già dal 2016, un Piano per il Parco. Frutto di un lungo e attento lavoro del team dell’Ente Parco (13 persone in tutto!), il Piano per il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è lo strumento “principe” di gestione attraverso il quale diventa possibile ottenere una visione strategica e ponderata del territorio, utile a evidenziare capacità e criticità e a mettere in atto norme di gestione dell’area protetta confacenti alla realtà. Come sottolinea Troia: “Diventa così possibile, ad esempio, determinare per le aziende agricole non solo vincoli, ma anche prospettive”. “Dopo aver raggiunto questo importantissimo traguardo – è l’ulteriore puntualizzazione – siamo in attesa dell’approvazione definitiva del Regolamento del Parco da parte del Ministero dell’Ambiente, per l’effettiva attuazione delle norme contenute nel Piano per il Parco. Mentre quest’ultimo disciplina che “cosa” è possibile fare all’interno del nostro territorio, il Regolamento è lo strumento di gestione che si occupa di definire “come” fare le cose consentite”. La tutela del bello, in Italia, si fa c