UN PATTO E STRATEGIE COMUNI PER L’AGROALIMENTARE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Per il vice presidente regionale Sergio Bolzonello è ciò che serve per supportare la forte vocazione alla qualità delle aziende

Ogni iniziativa imprenditoriale, grande o piccola che sia,  è condizionata anche dal contesto di riferimento in cui opera; questa connessione emerge chiaramente soprattutto nel settore agricolo dove questo “legame” vincola maggiormente le strategie e i comportamenti imprenditoriali.

Una condizione, questa, che viene distintamente percepita sia dai consumatori sia dalle strutture produttive, a differenza invece di altre regole economiche più astratte e sfuggevoli.

Unitamente alla consapevolezza della “responsabilità” insita nel mercato agroalimentare rispetto alla dimensione economica, sociale, ambientale ed etica dello sviluppo, questo concetto assume, in questo comparto, un ruolo centrale incarnando un indirizzo politico e di gestione delle risorse agricole che punta ad essere fortemente incisivo.

Indipendentemente dalle difficoltà insite in questo approccio,  questa condizione è estremamente positiva perché implica un’approfondita conoscenza del contesto in cui si opera.

Nel mercato agroalimentare è infatti necessario uno studio specifico delle sue caratteristiche  economiche, commerciali, sociali e di consumo, al fine di identificare e valutare quali fattori influiscono maggiormente sulla collocazione finale di un prodotto. Importante è però sottolineare come, rispetto ad altre situazioni,  il vero punto di forza dell’agroalimentare italiano sia rappresentato dalla sua intrinseca qualità e dalle sue variegate manifestazioni.  Una  condizione uniformemente presente nel territorio nazionale, ma che vede nella regione Friuli Venezia Giulia un protagonista di primo piano; un risultato riferito non ai volumi di produzione, bensì alla qualità e alle varietà presenti.

La qualità delle materie prime agricole associata alla ricchezza delle tradizioni gastronomiche in cui trova manifestazione, determinano un crescente apprezzamento del consumatore verso prodotti fortemente connotati con il proprio luogo d’origine. Il territorio diventa così un elemento imprescindibile dal prodotto agroalimentare e si pone come cornice per comprenderlo ed apprezzarlo in ogni suo aspetto.

In questo scenario il sistema agroalimentari del Friuli Venezia Giulia deve ancora compiere importanti passi in avanti per attivare ed organizzare progetti di investimento, di comunicazione e di distribuzione al fine di sfruttare al meglio la sua vocazione alla qualità.

Nella nostra Regione non si è infatti ancora completato il processo di adeguamento ai grandi cambiamenti che si sono realizzati nei sistemi agroalimentari moderni, cambiamenti che hanno spostato il baricentro dalla dimensione quantitativa a quella qualitativa.

A tal proposito le difficoltà non sono riconducibili alle funzione da attivare per raggiungere i migliori standard qualitativi, bensì alla portata degli investimenti necessari per raggiungere questo obiettivo. Si tratta di azioni strutturali ed anche altamente specifiche, soprattutto relativamente alla promozione e alla distribuzione, che comportano costi elevanti rispetto alla dimensione ridotta delle nostre imprese regionali del settore agroalimentare.

La consapevolezza della ridotta dimensione delle nostre imprese comporta anche l’accettazione che le difficoltà esistenti alla valorizzazione efficace del prodotto sul mercato  non siano solo economiche, ma anche riconducibili alla scarsa preparazione imprenditoriale su tematiche determinanti quali la comunicazione delle caratteristiche dei prodotti.

Per questo motivo ritengo fondamentale che le risorse pubbliche di agevolazione siano adeguatamente impiegate per sostenere lo sviluppo delle strategie collettive di valorizzazione della qualità agroalimentare, soprattutto se queste sono realizzate con forme di gestione comune delle fasi di produzione, commercializzazione e promozione. Un cambiamento di strategia che interessa in primis l’indirizzo politico, prima ancora che quello imprenditoriale.

Il ruolo centrale del comparto agroalimentari, rispetto allo sviluppo sostenibile del territorio, ci impone che le risorse destinate alle nuove forme di promozione dell’agroalimentare vengano riorganizzate in una logica completamente nuova, in grado di  intervenire nelle specifiche esigenze.

Il contesto attuale propone infatti azioni sinergiche, ovvero finalizzate alla promozione dell’intero territorio,  con interventi non necessariamente realizzati su prodotti omogenei dal punto di vista merceologico.  Iniziative che abbiano per protagonisti una pluralità di soggetti, con caratteristiche tra loro anche molto diverse, che realizzano un sistema coordinato di “dare-avere”, consentendo così di promuovere e commercializzare efficacemente  i loro prodotti, realizzando nel contempo la conoscenza di altre attività produttive non agricole riferite al territorio, come quelle artistiche e turistiche.

In questa logica abbiamo ideato, in sinergia con il sistema bancario regionale, una tipologia di finanziamenti a favore delle imprese di trasformazione, commercializzazione, promozione e certificazione di prodotti agricoli che attuano, anche in forma congiunta ed integrata, iniziative per la valorizzazione delle produzioni di qualità, di eccellenza e di forte valore identitario attraverso progetti di promo-commercializzazione o di marketing territoriale.

E’ proprio questa, a mio avviso, la via che si deve seguire per stimolare ed aiutare la realizzazione, da parte delle imprese agroalimentari regionali, di investimenti che realizzino economie di scala e una maggiore efficienza in ambito produttivo e commerciale; azioni che consentano di ottimizzare gli standard e la continuità dell’offerta e migliorare la logistica del comparto agroalimentare.