Un paradiso vitivinicolo patrimonio dell’umanità

Parliamo di Asti e della sua provincia. Famose per i loro vini pregiati  e per le bellezze naturali e artistiche

Laddove l’uomo ha “ascoltato” l’ambiente e ha avuto cura di trarre beneficio esaltandone capacità produttive e caratteristiche. Dove l’ambiente ha ripagato questa cura amorevole con prodotti eccezionali tali da conquistare il mondo. In quel luogo è accaduto un fatto straordinario: questo connubio affascinante è stato considerato un valore universale, “patrimonio dell’umanità” Unesco. Siamo ad Asti e nel ricco territorio della sua provincia e ovunque lo sguardo si estenda non resta che dire: sì, l’Unesco ha avuto ragione a mettere su Langhe- Roero e Monferrato il sigillo di un patrimonio unico al mondo. Un paesaggio vitivinicolo straordinario che ha stregato per la sua incantevole bellezza poeti, scrittori, pittori e che oggi incanta chiunque lo attraversi percorrendo le strade tra le dolci colline astigiane, in parte monferrine e in parte di Langa, decorate dagli ordinati filari di vite, abbellite da castelli e torri che fanno riflettere sulla storicità del luogo. La memoria corre immediatamente al dorato Asti Spumante, al robusto Barbera dell’area di Nizza Monferrato, al dolce Moscato, ai pregiati Barolo e Barberesco, alcuni dei vini prodotti da secoli in queste terre e che si possono trovare all’interno delle splendide cantine. I crutin scavati nel tufo e le imponenti “cattedrali sotterranee” di Canelli rappresentano veri e propri capolavori d’ingegneria e di architettura enologica. Un sito Unesco si può raccontare, ma la sua essenza non può essere esaurita dalle parole. Occorre viverlo. E così è anche per il territorio astigiano che vi è ricompreso. È facendo diretta esperienza dei suoi specifici caratteri naturali, antropici e percettivi che si colgono i diversi aspetti della millenaria “cultura del vino”. Essa ha associato produzioni vinicole ai territori, ma ha anche promosso e condizionato elementi storico-insediativi e architettonici, come il reticolo stradale, la città, i borghi, i nuclei rurali, i castelli e le chiese. Ognuno di questi segni racconta una sfaccettatura della vita della gente di qui e del suo legame con la terra. Narrano di un territorio in cui si fa memoria della propria storia, in cui una forte tradizione religiosa ha dato i natali a grandi santi (tra gli altri San Giovanni Bosco, di cui quest’anno ricorre il bicentenario dalla nascita) a grandi papi (la famiglia di Papa Francesco è originaria dell’astigiano), in cui antichi tornei cavallereschi si rinnovano insieme con importantissime manifestazioni per esaltare l’eccellenza dei vini. L’astigiano è ben consapevole del valore di questo patrimonio, lo conserva, lo esalta e con determinazione ha deciso di condividerlo con tutti coloro che decidono di essere ospiti. Braccio operativo è l’Atl – AstiTurismo, punto di riferimento per tutte le informazioni riguardanti manifestazioni, percorsi possibili e manifestazioni, con una selezione di eventi top proposti ai visitatori di Expo 2015, per i quali Asti e il suo territorio possono essere un’ottima base di partenza o di arrivo, distando solo 130 chilometri e un’ora e mezza di viaggio dall’esposizione universale. Capoluogo e cuore della provincia, Asti è una città a misura d’uomo. Nota per i suoi vini e la cucina, forse lo è meno per la sua bellezza dal punto di vista artistico. Va scoperta a piedi, passeggiando nel centro storico che conserva l’assetto urbanistico medioevale. Tappa importante a Palazzo Mazzetti, che ospita il museo civico ed è sede di mostre temporanee, come quella attualmente in corso dedicata al cibo in età pompeiana e nell’Italia antica. Asti città del grande Vittorio Alfieri che visse in un bellissimo edificio che riaprirà al pubblico all’inizio del prossimo anno dopo un lungo intervento di restauro. Asti autentica città d’arte, con la sua magnifica Cattedrale, maggior monumento gotico del Piemonte, il Battistero di San Pietro, la Collegiata di San Secondo e poi ancora caseforti e palazzi nobiliari, torri e scorci che raccontano il suo grande passato medievale. La parte settentrionale delle Terre di Asti offre diverse possibili itinerari. Proseguendo verso Chivasso, percorrendo quella che fu un’antica strada romana, si può percorrere il tracciato della Via Francigena, percorso nel Medioevo dai pellegrini che andavano a Roma. Per farlo, basta seguire le indicazioni per le tante pievi romaniche che rimangono a testimonianza di questi passaggi. Sul territorio, inoltre, esistono diverse opportunità per un ragionato turismo religioso (anche per una vacanza in bicicletta), che portano a conoscere da vicino i luoghi legati a personalità di assoluto rilievo nella storia della chiesa, come San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani. La parte sud delle Terre d’Asti è quella in cui la coltura della vite assume la maggiore importanza e caratterizza il paesaggio. L’estate ha un calendario ricchissimo di eventi, fino a settembre inoltrato. Centrale in questo mese è il Palio di Asti, il 20 settembre. Risalgono al 1275 le sue prime tracce: 21 cavalieri, rappresentanti di borghi e Comuni del territorio, si contendono il prestigioso drappo in un’entusiasmante corsa con cavalli montati a pelo. Dopo un anno di preparativi, ad aprire l’evento è un corteo storico con oltre 1.200 figuranti. Di altro tenore, ma di grande valenza, la Douja d’Or (11/20 settembre), il salone nazionale dei vini che prende il suo nome dalla parola piemontese che indicava la brocca per mescere il vino. Nel corso di questo evento, per dieci giorni, vengono esposti centinaia di vini Doc e Docg, selezionati da esperti Onav per il prestigioso concorso nazionale e per poi essere offerti in degustazione e vendita. Il collegamento tra piatti tipici e vini locali è celebrato dalla rassegna “Piatti&dolci”. Un motivo in più per arrivare ad Asti e dintorni, lo dà il Festival delle Sagre (13 settembre), un evento unico che celebra i costumi e le tradizioni della vita contadina, con una s_ lata in costume con oltre 3.000 comparse e il più grande ristorante d’Italia: 40 le Pro – Loco che portano in piazza i piatti della tradizione locale. Una manifestazione unica questa, che ogni anno richiama migliaia di visitatori.