Un innovativo modello di gestione dei rifiuti Nel ferrarese nasce Clara: la sfida di una nuova società frutto della sinergia tra utility territoriali

 

Il nome evocherà chiarezza, trasparenza, ma anche notorietà e familiarità: si chiamerà Clara e sarà operativa dalla fine del 2016. È la nuova società che fonderà due degli attuali gestori del ciclo dei rifiuti in provincia di Ferrara, Area e Cmv, in un unico soggetto a totale capitale pubblico che si occuperà, tramite affidamento in house, dei servizi di igiene ambientale in 22 dei 24 comuni della provincia. Il percorso è iniziato a metà del 2015, con l’approvazione del progetto da parte dell’assemblea congiunta dei soci delle rispettive aziende. A dicembre del 2015 si è conclusa la prima fase, che prevedeva per Area la scissione del ramo impianti, per Cmv la scissione del ramo raccolta. Subito dopo è iniziata la seconda fase che porterà, appunto entro fine anno, alla fusione vera e propria dei due rami raccolta e alla nascita di Clara. Clara non sarà l’unico frutto di questo percorso comune: AreaImpianti sarà fusa per incorporazione in Cmv Energia, la società che oggi fornisce servizi energetici nel mercato libero, per dare vita a un soggetto indipendente in grado di gestire anche la produzione di energie rinnovabili attraverso il trattamento dei rifiuti. È un puzzle all’apparenza complesso ma il cui risultato sarà in realtà limpidissimo: da una parte Clara che – come prevede la normativa per gli affidamenti in house – gestirà in modo esclusivo per conto dei 22 comuni soci i servizi di igiene ambientale, dall’altra la società Cmv Energia che si occuperà della gestione commerciale di energia e impianti. Di Clara e della scommessa di un nuovo modello di gestione dei rifiuti parliamo con Gian Paolo Barbieri, attuale presidente di Area.

Presidente, chi è Area e chi sarà Clara? Area è una società per azioni a totale capitale pubblico che ha appena compiuto 20 anni e che ha voglia di crescere, non solo in termini di dimensioni. La fusione con CMV Raccolta contribuirà a fornire servizi che sappiano combinare risparmio, efficienza e alti standard di qualità e tutela ambientale, tutto ciò mantenendo un gestore locale e il controllo totalmente pubblico. Nei prossimi anni si svilupperà un confronto culturale ma anche economico e politico tra due modelli gestionali: le grandi aziende multiservizi quotate in Borsa, attive in più regioni con grandi dotazioni impiantistiche, e operatori di medie dimensioni specializzati su singoli servizi (nel caso di Clara raccolta e primo trattamento dei rifiuti). La nostra scommessa è basata sui risultati raggiunti negli ultimi anni della nostra storia aziendale.

Area negli anni ha compiuto scelte molto innovative nella gestione dei rifiuti, quali sono i risultati? Abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi cinque anni: il Piano Industriale 2010-2015 ha impostato un importante percorso di conversione del sistema di raccolta, partendo dai cassonetti stradali per arrivare al porta a porta in tutti i Comuni soci e in quasi tutto il territorio di Comacchio. Codigoro e Goro, per ultimi, hanno affrontato questo passaggio pochi mesi fa, nel dicembre 2015. Anche i comuni soci hanno intrapreso, da circa un anno a questa parte, la strada del porta a porta, e Clara proseguirà in questa direzione. I risultati sono eccellenti: con il sistema domiciliare la raccolta differenziata supera il 70%. Parallelamente si assiste a una significativa riduzione della produzione complessiva di rifiuti. Il successo maggiore è legato al drastico calo di rifiuto non riciclabile, la cui gestione è molto gravosa, sia dal punto di vista ambientale – perché l’indifferenziato finisce all’inceneritore e in questo modo si perdono per sempre materiali che potrebbero trovare nuova vita – sia da quello economico, perché i costi di smaltimento all’inceneritore sono elevati e improduttivi. Con il “porta a porta”, sicuramente più oneroso nella fase di raccolta, si risparmia nei costi di smaltimento e si hanno maggiori ricavi dalla cessione ai consorzi di filiera dei materiali di recupero, dunque il sistema è in equilibrio. In più vanno considerate le positive ricadute occupazionali in un territorio che ha sofferto forse più di altri la crisi economica.

Clara opererà in un territorio eterogeneo. Come affronterete le esigenze delle diverse realtà? La chiave per gestire con successo questa realtà polimorfa è, per forza, la diversificazione. Significa saper integrare differenti modalità di raccolta differenziata in funzione delle caratteristiche urbanistiche, economiche e sociali dei luoghi in cui si opera. In parte lo stiamo già facendo con Area e Cmv. Per esempio, nel 2015 abbiamo attivato un sistema misto con raccolta domiciliare ed EcoCentro al Lido di Volano, e anche nel comune di Cento, molto articolato sul versante produttivo, è appena partito il porta a porta. Stiamo poi studiando un sistema di raccolta più efficiente per le zone rurali.

La raccolta porta a porta è vista generalmente come un impegno per l’utente finale. Come hanno risposto i cittadini? Hanno risposto in modo intelligente, e i numeri lo dimostrano. Grazie a un’organizzazione funzionale dei servizi e a efficaci campagne di comunicazione, i cittadini hanno capito motivazioni, scopi e modalità del nuovo sistema e hanno modificato di conseguenza i propri comportamenti quotidiani. Con Clara però faremo un passo in più: applicheremo la cosiddetta “tariffa puntuale”, che anche la recentissima legge 16 della Regione Emilia-Romagna sull’economia circolare pone tra gli obiettivi prioritari e che permetterà di premiare, anche economicamente, i cittadini e le attività economiche che hanno comportamenti ambientalmente e socialmente virtuosi.