Storia, cultura e grande amore per il territorio

 Iren Rinnovabili alla guida di un importante progetto di recupero ambientale e urbanistico a Reggio Emilia

Ogni città, dopo la crisi di questi ultimi anni, sta cercando di ritrovare un’anima propria. E lo fa recuperando prima di tutto storie, emozioni, percorsi urbani e persino industriali. Un cammino a ritroso nel tempo e nello spazio che serve a ritrovare se stessi, ricucire strappi della memoria e da quelli ripartire con slancio.

Un percorso analogo è quello che si sta facendo a Reggio Emilia dove, dopo un prolungato abbandono, si è recentemente avviato un importante processo di ristrutturazione e recupero di un grande contenitore urbano, i capannoni 17 e 18 delle ex Of_ cine Meccaniche Reggiane destinati a diventare un grande Parco dell’Innovazione costituendo così, insieme all’attiguo tecnopolo, un fulcro di imprese del mondo dell’alta tecnologia e quindi un nuovo volano economico per il territorio Capo_ la dell’ambizioso progetto, la cui governance è sostenuta dal Comune di Reggio Emilia, è Iren Rinnovabili, società partecipata da Iren Ambiente e guidata da Ettore Rocchi.

Importante player nazionale nella fornitura e nei servizi legati al mondo delle rinnovabili, l’azienda reggiana coniuga le proprie strategie industriali e produttive con le problematiche ambientali del territorio. Ed esattamente in questa direzione va il progetto di cui Iren è ora capo_ la, al centro del quale ci sono temi come la crescita economica e l’innovazione tecnologica ma anche la rigenerazione urbana di un quartiere delicato.

Dunque l’obiettivo è importante non solo dal punto di vista economico ma anche culturale e sociale. La vivace città emiliana sta insomma evolvendo rapidamente e lo fa cercando di essere volano non solo di nuovi nuclei urbani ma anche di qualcosa di molto significativo e prezioso per la sua stessa memoria collettiva.

“Quello che occorre fare oggi – spiega il presidente di Iren Rinnovabili, Ettore Rocchi – è prendere coscienza dell’immenso patrimonio di spazi inutilizzati di cui il territorio dispone e, attraverso azioni mirate, ridare loro vita e nuova funzione. Tra l’altro recuperare questi spazi è un po’ come riannodare i _ li con la nostra storia, perché l’intera area delle Of_ – cine Reggiane rappresenta, prima ancora che una dimensione territoriale, una dimensione simbolica nella quale si è rispecchiata a lungo la città. Si tratta anche della testimonianza concreta di quello che fu per Reggio e il territorio reggiano il passaggio dal mondo agricolo a quello industriale. Ed oggi, su quelle stesse zone, vogliamo disegnare la città del futuro rimettendo in moto un meccanismo che forse si era inceppato”.

Quello avviato da Iren è dunque anche un modo importante per generare sviluppo culturale, sociale ed economico ripartendo da concetti che appartengono alla stessa storia della città. In questo caso si tratta di uno spazio che per decenni ha visto scorrere la cerimonia e il sacri­ficio del lavoro insieme ai sogni e le speranze di tante persone e che ora, dopo anni di abbandono e inutilizzo, potrebbe riprende vita e valore. “L’edi­ficio che abbiamo in mente – prosegue il presidente Rocchi – acquisisce valore non solo per il recupero degli spazi e quindi della sua struttura ­ sica, ma soprattutto per ciò che ha contenuto nel corso del tempo e per ciò che ha signi­ficato per la città. In altre parole, il progetto che stiamo attuando da un lato è ovviamente una soluzione al degrado e all’abbandono di uno spazio importante, ma al tempo stesso può diventare anche uno strumento di arricchimento culturale ed economico per il territorio, soprattutto se opportunamente valorizzato e gestito. Oggi insomma, il progresso di un territorio è anche questo: un saggio recupero del proprio passato”.

Più in generale l’area interessata è caratterizzata anche dalla presenza di diverse attività produttive dismesse che possono essere oggetto di successivi interventi di rigenerazione urbana, grazie alla posizione strategica, alle dotazioni infrastrutturali e alla presenza di funzioni di eccellenza come il tecnopolo, realizzato nel capannone 19, la vicina stazione dell’alta velocità e l’autostrada. “Siamo certi che l’intero progetto influenzerà positivamente le politiche urbanistiche cittadine dei prossimi anni. La riquali­ficazione dei capannoni di Reggiane – conclude il presidente Ettore Rocchi – e la realizzazione del Parco della Conoscenza, dell’innovazione e della Creatività, trasformeranno infatti l’intera area in una piattaforma logistico-tecnologica ad altissimo potenziale attrattivo per Reggio Emilia e per tutto il territorio, trasformandoli in un incubatore naturale per start-up di nuove imprese e attività”. L’obiettivo del progetto avviato da Iren Rinnovabili è dunque ambizioso e stimolante perché partendo dal recupero dei capannoni della ex Officine Reggiane vuole far diventare la città emiliana la sede dove far sorgere centri di ricerca e nuovi servizi. Un luogo perciò di condivisione, di scambio e d’attrazione per le risorse creative e per i giovani talenti nazionali e internazionali.