Stare insieme per contare sempre di più

Per il gruppo Itas quasi due secoli dedicati al presidio e allo sviluppo della relazione con i propri soci

In Italia le radici della solidarietà hanno una storia antica e nobile, ma la crisi economica dell’ultimo decennio ha avuto riflessi negativi in tutti i campi e, purtroppo, anche sul welfare. Inevitabile, a questo punto, la ricerca di alternative utili per mettere in sicurezza non solo la persona, la famiglia e la casa ma anche uno stile di vita ormai acquisito e, si pensava, consolidato. Dunque, che fare? Casa, lavoro e salute sono ormai asset strategici di ogni compagnia assicuratrice, ma c’è chi, più di altri, ha fatto della solidarietà e della condivisione i propri pilastri. È il caso di Itas Mutua, la più antica compagnia assicurativa italiana, nata nel 1821 quando Trentino e Alto Adige appartenevano ancora all’impero austroungarico. Oggi come allora la missione del gruppo, suddiviso in 6 società, è sempre lo stesso: essere vicina alle persone e ai loro bisogni al punto che non esistono clienti ma soci perché, fedele al carattere mutualistico che ne ha caratterizzato la nascita, ogni assicurato Itas diventa anche socio condividendone strategie e decisioni. “Da sempre – interviene il presidente del gruppo Itas, Giovanni Di Benedetto – operiamo nella convinzione che il nostro ruolo di impresa non debba essere letto esclusivamente in chiave economica ma soprattutto sociale, culturale e ambientale. Questo ci impone la massima responsabilità nei confronti di tutti i nostri referenti, dunque non solo i nostri soci ma più in generale le comunità e il territorio. Una responsabilità che si traduce ogni anno in molte iniziative sostenute dal fatto che i guadagni della compagnia sono destinati per statuto ai servizi a favore dei soci e delle comunità dove Itas è presente. Importanti performance economiche, una solidità eccellente, quasi 700 mila persone assicurate, 1 milione e duecentomila polizze e un rating nazionale di assoluto rilievo, rafforzato dalla acquisizione ormai completata delle filiali italiane del colosso britannico Rsa, non sono sufficienti dunque a disegnare i contorni precisi di un successo, di una solidità e indipendenza che, per il gruppo trentino, hanno radici ben più profonde e radicate di quanto dicano le cifre. In questo caso il valore in più è dato proprio dallo storico e solidissimo rapporto con il territorio, un rapporto di fiducia che nasce dalla stessa natura mutualistica di Itas, la cui sede centrale da circa un anno è nel modernissimo quartiere di Trento Le Albere, disegnato da Renzo Piano. “Anche per il nostro territorio gli ultimi anni sono stati difficili, abbiamo dovuto confrontarci con i profondi mutamenti della società e del mercato, che abbiamo affrontato con strumenti nuovi ma sempre con la convinzione che il centro di ogni nostra strategia e iniziativa debbano essere la persona, la famiglia e il territorio – prosegue Ermanno Grassi -. D’altra parte le compagnie assicurative operano ormai da anni in un mercato maturo e sviluppato dove anche la concorrenza europea si fa sentire. Per batterla, la strada maestra è quella che percorre Itas, ossia il rapporto di fidelizzazione con chi ci conosce da sempre e ha le nostre stesse radici”. Come detto, Itas ogni anno getta in campo nuove proposte, idee e modelli organizzativi in grado di fronteggiare i rischi di un presente in cui la crisi ha minato le nostre sicurezze in fatto di sanità, previdenza e solidarietà. Ma per rendere ancora più concreto e tangibile il rapporto con le persone e il territorio, Itas ogni anno investe molto su più fronti spaziando dalle molte iniziative a favore dei soci assicurati, a quelle di carattere ambientale, sociale fino al sostegno di quelle in ambito sportivo, soprattutto dedicate ai giovani. Di grandissimo valore e suggestione resta poi l’impegno di Itas in ambito culturale all’interno del quale il gruppo trentino è impegnato su più fronti sia a livello universitario, con specifiche borse di studio in accordo con alcuni importanti atenei italiani (Milano, Trento, Perugia), che divulgativo, letterario, artistico e museale. La collezione di opere d’arte di Itas conta oggi più di 350 opere ospitate in Casa Itas a Trento e spesso prestate gratuitamente in tutta Italia per le mostre più qualificate, mentre il Castello del Buonconsiglio di Trento ospita una parte specifica, il “Lascito Grezler”, prestigiosa raccolta di 26 dipinti antichi donata da uno dei presidenti della compagnia. Altrettanto unico e prestigioso, il Premio Itas del Libro di Montagna, primo concorso in Italia dedicato alla letteratura di montagna che, dal 1971, segnala autori e opere che valorizzano il territorio, le tradizioni, la flora e la fauna alpini. Nasce da questo importante patrocinio, il giovane concorso dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 26 anni, il Premio Itas Montagnav(v)entura, che da quattro edizioni raccoglie e valorizza i racconti di montagna di giovani aspiranti scrittori (nell’edizione 2015 sono arrivati 550 racconti da tutt’Italia!). Insomma, la vera forza di Itas, quella che più ha colpito i suoi soci assicurati, seguiti in maniera personalizzata grazie agli oltre 462 uffici commerciali distribuiti a livello nazionale, è la capacità di tutelare l’interesse individuale e collettivo aggiungendo al nostro quotidiano non solo la quota di welfare venuta a mancare da parte delle istituzioni pubbliche, ma anche quella ricchezza di valori fatta di tradizioni, famiglia, solidarietà e cultura: il mondo Itas.