Segnali di ripresa dal settore manifatturiero

Il Friuli Venezia Giulia è pronto a sostenere e rilanciare la sua riconosciuta competitività in uno dei comparti strategici dell’economia regionale

Dare nuovo impulso alle attività produttive, a partire dal nucleo centrale del manifatturiero, è l’obiettivo della nuova politica industriale della Regione, varata con la riforma Rilancimpresa. Il piano rimette al centro uno dei comparti che in Friuli Venezia Giulia, per valore percentuale, è tra i più alti in Italia ma che ha anche altre importanti peculiarità: è in grado di esprimere una capacità di innovazione da sviluppare in sinergia con il terziario più avanzato, oltre a racchiudere interessanti potenzialità di crescita. Il manifatturiero, che esce in parte ridimensionato dalla crisi, ha mantenuto salda la capacità di trainare export e fatturato, come dimostrano anche gli ultimi dati sulle performance di settori quali il legno arredo, l’agroalimentare, la meccanica. L’ulteriore obiettivo da conseguire, in sinergia con le politiche del lavoro, è il completamento del ciclo con segnali di ripresa anche sul versante occupazionale. Questo passaggio potrà ripercuotersi sulla domanda interna, come in parte sta già avvenendo, a partire dai dati estremamente positivi sulle assunzioni a tempo indeterminato. Per consolidare i segnali di ripresa dalla crisi e, al contempo, rilanciare il settore manifatturiero, la regione si sta muovendo contemporaneamente in due direzioni. “Innanzitutto – spiega il vicepresidente della Regione e assessore alle attività produttive Sergio Bolzonello – va creata una mobilitazione di sistema. La Regione, ma anche tutti gli attori del comparto economico e produttivo, mettono a disposizione in modo coordinato gli strumenti per favorire lo sviluppo di nuova imprenditorialità, l’attrazione di investimenti e il consolidamento del tessuto produttivo regionale. Un ruolo chiave è assegnato alla creazione dell’Agenzia Investimenti FVG che ha l’obiettivo di informare sulle opportunità di investimento, promuovere l’attrattività della regione per nuove attività e accompagnarne il primo insediamento, in sinergia con tutti gli attori del sistema”. A questa fase va poi accostata quella del rilancio del settore manifatturiero. “Il recupero della competitività – chiarisce il vicepresidente – potrà avvenire solo se saremo in grado di fare tre cose: dare vita a una manifattura capace di competere a livello internazionale per il suo elevato valore di innovazione, saper attrarre investimenti da riversare nel sistema e semplificare la parte burocratica per consentire agli imprenditori di essere efficaci nel loro lavoro”. Per quanto riguarda il recupero della competitività, la Regione – attraverso un piano di azioni integrate, attuate con la legge regionale 3/2015 “RilancimpresaFVG” – ha potenziato il sostegno alle piccole e medie imprese nonché le specializzazioni del manifatturiero. Ciò è avvenuto partendo dall’esperienza dei distretti, da leggere oggi nell’ottica di filiera, da rilanciare su scala regionale nell’ambito di cluster tematici intersettoriali. Una serie di misure sostengono il ricorso al manager a tempo per le Pmi, il coworking e i piani di rilancio. C’è poi il supporto alla nascita di start-up innovative e nuove imprese, che consentano di rinnovare anche la base imprenditoriale della regione nel settore manifatturiero. A ciò si aggiungono il rilancio degli investimenti – punto di partenza per una manifattura tecnologicamente avanzata – e il supporto per l’internazionalizzazione delle filiere con le quali raggiungere i mercati di sbocco emergenti. Il Piano prevede inoltre l’attrazione di investimenti attraverso la leva fiscale: in questo senso è già operativo l’abbattimento dell’Irap dell’1% per cinque anni a favore delle nuove iniziative imprenditoriali che si insediano nel Friuli Venezia Giulia. Infine lo snellimento dell’apparato burocratico, con la rivisitazione delle numerose norme di settore, poiché la semplificazione è indispensabile per dare efficace attuazione alle misure previste. “Il Friuli Venezia Giulia – spiega ancora Bolzonello – è una delle regioni italiane a maggior vocazione manifatturiera. Qui si è sviluppato un tessuto di imprese industriali e artigiane che in questo comparto esprime una ricchezza di specializzazioni, competenze, innovazione e che può tornare a rappresentare un punto di forza della nostra economia. Siamo convinti che, dopo la difficile fase della crisi, il manifatturiero sarà in grado di trainare anche settori del terziario avanzato e dei servizi, creando valore aggiunto nonché difendendo e aumentando l’occupazione. In questo senso il ruolo di primo piano della Regione è quello di definire e attuare politiche industriali con un’ottica nuova, ossia quella di regia e non di pianificazione unilaterale. In tale percorso, i partner fondamentali per il rilancio del settore saranno tutti gli attori del sistema a supporto dello sviluppo economico della regione, insieme ai quali abbiamo definito e continueremo ad aggiornare il nostro programma di governo economico”.