San Daniele del Friuli: tempio del prosciutto crudo, la cittadina è anche un dinamico centro culturale

San Daniele è da sempre, prima di tutto, una città di cultura. Negli anni, le amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno posto in primo piano la valorizzazione dei beni culturali. Oggi, questa situazione ben si sposa con la qualità dei prodotti eno-gastronomici e in particolare con il prosciutto di San Daniele, conosciuto in tutto il mondo, così che la qualità del prodotto tipico corrisponde alla qualità del vivere e del visitare questa bella città. Adagiato su una collina, San Daniele è il centro principale del Friuli Collinare: da qui si gode di panorami infiniti su dolci distese di colline. Il suo centro storico, dominato dall’imponente facciata in marmo bianco del Duomo, custodisce la chiesetta di Sant’Antonio Abate con gli affreschi del Pellegrino – che la fanno considerare la “cappella Sistina” del Friuli -, vari palazzi monumentali, il parco del castello con l’antica chiesa di San Daniele e, soprattutto la Loggia della piazza dove “vive” la Biblioteca Guarneriana, una tra le biblioteche pubbliche più antiche d’Italia, che contiene centinaia di codici umanisti, spesso riccamente miniati, tra i quali vanno segnalati una Bibbia bizantina del XIII secolo e una Divina Commedia del XV secolo. A latere dell’aspetto culturale, San Daniele è però anche universalmente nota come la patria del prosciutto più famoso del mondo, prodotto oggi ancora con gli antichi metodi di un tempo. Un prosciutto le cui qualità e caratteristiche organolettiche sono protette dalla legge e i suoi parametri sono garantiti dai marchio Dop. “La Dop è una garanzia per il consumatore che il prodotto tipico è super controllato, ma ha un’altra particolarità importante e unica in Italia, ovvero che l’ambito di tutela coincide con i confini comunali. Quindi solo a San Daniele si può produrre il prosciutto noto nel mondo e quindi tutti gli opifici artigiani o industriali risiedono nel nostro Comune. Ciò significa evidentemente un’interazione positiva continua e sistematica tra produttori e amministrazione pubblica, tra la gestione ambientale e quella urbana”, afferma il sindaco Paolo Menis. Il prosciutto tipico, qui, fa da padrone, perché gustato in loco e tagliato secondo arte e tradizione non ha eguali. Molti prosciuttifici, soprattutto quelli con lavorazione artigianale, amano condurre gli ospiti che lo desiderano attraverso la scoperta della lavorazione del prosciutto. Ma la fortuna vuole che ad esso si accompagnino tutta una serie di prodotti genuini e di qualità, dai formaggi ai vini e ai prodotti da forno, e una cucina tradizionale curata nei gusti e nei sapori. In vari angoli del territorio è possibile fermarsi e degustare, a prezzi accessibili, i prodotti del territorio e una cucina che recupera le tradizioni dei piatti ‘poveri’, oggi molto apprezzati e ricercati