NUOVE OPPORTUNITA’ PER l’AGROALIMENTARE ITALIANO

Per il parlamentare europeo Paolo de Castro serve impegno e condivisione per sostenere la crescita e le forti potenzialità italiane sui mercati esteri   

 

Un settore in controtendenza che cresce in fatturato e occupazione, forte del valore di una tradizione che nasce dalla qualità dei suoi prodotti ed è capace di reinventarsi per vincere le nuove sfide del mercato. È il settore agroalimentare italiano che nel 2013 ha registrato 33 miliardi di euro di esportazioni (+ 6% rispetto al 2012) confermandosi, ancora una volta, uno dei settori traino dell’economia nazionale. Di fronte al fisiologico calo dei consumi interni legato all’invecchiamento della popolazione e ai tagli alla spesa alimentare causati dalla crisi economica, i mercati esteri rappresentano un’opportunità imprescindibile di crescita per questo comparto economico del Paese. “Il nostro made in Italy agroalimentare può contare su un riconoscimento di qualità e valore condiviso in tutto il mondo – commenta Paolo De Castro, ex ministro dell’Agricoltura e coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. I mercati internazionali costituiscono oggi la sfida principale per un settore che, proprio grazie a questi, continua a registrare numeri positivi in un periodo economicamente difficile”. Ma quando parliamo di estero spesso ci troviamo a dover fare i conti con l’italian sounding e molteplici casi di contraffazione, pratiche che danneggiano in maniera profonda  le nostre eccellenze agroalimentari. “È necessario, a tale riguardo, fare alcune precisazioni – continua De Castro.  All’interno dell’Unione europea, grazie all’attento lavoro portato avanti dall’Europarlamento negli ultimi anni, abbiamo messo in campo una serie di misure (incluse nel cosiddetto “Pacchetto qualità”) che tutelano in maniera pronta ed efficace le produzioni certificate da usurpazioni, evocazioni e imitazioni. Fuori dai confini europei c’è ancora molto da fare e bisogna procedere per via diplomatica, siglando accordi bilaterali come quello Ue-Canada dello scorso anno o come quello Ue-Usa i cui negoziati sono attualmente in corso”. Sul fronte della difesa dei prodotti agroalimentari certificati (Dop, Igp, Stg) anche gli ultimi fatti di cronaca hanno confermato la puntualità e il corretto funzionamento delle regole comunitarie, si pensi ai recenti casi di sequestri di falso Prosciutto San Daniele e falso Olio Igp Toscano in Inghilterra o al sequestro di “Mortadela Bologna” in Spagna. Ma come possono le imprese italiane conquistare nuove quote nei mercati stranieri che spesso sono “terreno fertile” per i prodotti contraffatti? “Serve innanzitutto – prosegue De Castro – una maggiore organizzazione che possa rendere le realtà produttive italiane più forti e competitive, e questo vale per ogni anello della catena-filiera. Molte delle imprese che operano in questo settore sono, infatti, Pmi e non sempre hanno gli strumenti e i mezzi sufficienti per far conoscere e portare le loro eccellenze all’estero”.  Aggregazione dunque, ma anche promozione. Per volere dell’Europarlamento è stato recentemente aumentato il cofinanziamento europeo per il programma di promozione dei prodotti agricoli ed è stato introdotto il settore vitivinicolo tra i destinatari delle risorse disponibili. Molteplici strumenti di sostegno, quindi, che lavorano insieme per cogliere le sfide dei nuovi mercati, favorendo l’agroalimentare europeo e le sue produzioni di qualità. Certamente, in quest’ottica, anche per le istituzioni comunitarie assume portata sempre più strategica la definizione di intese commerciali con i paesi extra-europei per agevolare gli scambi di beni e prodotti. Ne è testimonianza, come ricordava De Castro, l’accordo Ue-Canada dello scorso ottobre 2013, grazie al quale saranno rimosse il 99% delle barriere tariffarie esistenti e sarà possibile registrare un incremento del 23% del commercio bilaterale con il paese nord-americano. “Si tratta di un importante passo avanti che apre nuove opportunità di crescita per le imprese agroalimentari europee e in particolare per le produzioni di qualità italiane – ha sottolineato Paolo De Castro. Per il nostro Paese è storico il riconoscimento da parte di Ottawa della tutela per parte delle produzioni di qualità Dop e Igp, con la possibilità di estendere l’elenco dei prodotti ammessi nei prossimi anni. L’accordo siglato testimonia che la coesistenza tra sistemi di tutela dei marchi molto diversi come quello canadese ed europeo è possibile, come anche superare i tradizionali motivi d’impasse che negli anni hanno ostacolato questo genere di negoziati. Emblematico il caso del prosciutto di Parma che dopo vent’anni potrà finalmente essere commercializzato nel paese nord-americano e importanti novità sono previste anche per il settore lattiero-caseario che vedrà incrementare il proprio volume di esportazioni. L’auspicio è che l’accordo di libero scambio Ue-Canada possa fare da modello al negoziato Ue-Usa attualmente in corso, sul quale lavoreremo affinché vengano garantiti gli alti standard agricoli e alimentari europei, protetti i consumatori e rispettata la parità di condizioni per gli agricoltori dell’Unione”.