NUMERO DI MARZO 2018

La vita è un fiume di parole: se ne sono sprecate tante in questa campagna elettorale e, come diceva Hermann Hesse, a volte le parole sono maschere.

Certo, le parole sono importanti: io rimasi orfano di padre a 4 anni e mia madre dovette andare a lavorare. Ero solo e all’epoca le distrazioni per un bambino erano molto limitate, per cui dovetti imparare a parlare con una mia voce interiore per sostituire quel padre che non avevo più e quella madre lontana per lavoro.

Scoprii così il dono di comunicare e nel tempo mi resi conto che ognuno di noi è come una cassettiera, dove all’interno di ciascun cassetto ci sono le parole adatte alle circostanze più diverse, e più parole hai in ogni cassetto e più cassetti hai nella cassettiera, più hai diverse opzioni sotto mano. E questa è ricchezza, intesa come libertà e ampiezza di scelta.

Esistono però situazioni dove non c’è cassetto che tenga, dove non ci sono parole sufficienti. Quante volte, di fronte ad avvenimenti eccezionali, belli o brutti che siano, ci è capitato di dire “non ho parole”, quasi come se Iddio ci avesse dato i termini per esprimerci sulla normalità ma non sullo straordinario? Ed ecco che allora subentra, deve subentrare, l’ascolto: un silenzio intelligente che sopperisce l’assenza di commenti adeguati, e questo è un “cassetto” che tutti possediamo.

E noi, anche quest’anno, ascoltiamo ciò che ci raccontano le varie parti dell’Italia, e torneremo già da questo numero con il Focus Agroalimentare, ormai diventato il nostro fiore all’occhiello grazie alla presenza di tante aziende leader del settore, per poi proseguire con lo speciale dedicato alla Provincia di Lecco e alle sue eccellenze, e quello sulle realtà dell’UTI, l’Unione Comunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane. Senza dimenticare le parti che vedranno protagonisti Bersaglieri e Alpini, immagini di un’Italia di valori. Che parla poco e ascolta tanto.

Vi auguro una buona lettura