Numero di Marzo 2014

Il tempo del fare

Non è una regola scritta, sta di fatto che, dopo un inverno trascorso in letargo, con l’arrivo della
bella stagione ritorna anche la voglia di muoversi, visitare luoghi d’arte e bellezze naturali. Vien
voglia di trascorrere non dico una settimana – con i tempi che corrono, sembrerebbe quasi un
lusso – ma quantomeno un weekend lontano da casa per staccare dalla routine quotidiana.
Sembra quasi un automatismo: la primavera si avvicina e improvvisamente scatta la caccia
alla località romantica, dove trovare il giusto mix di relax, atmosfera, attrazioni artistiche e
paesaggistiche, servizi e buona cucina. E d’altronde non è che il nostro Paese sia povero sotto
questo punto di vista: dalle Alpi alla Sicilia infatti, l’Italia è tutto un pullulare di luoghi bellissimi, in
molti casi unici al mondo, spesso giustamente celebri, vuoi per i loro monumenti che per la natura
incontaminata e per i prodotti enogastronomici tipici. Un vero settore d’eccellenza, all’interno
del quale si muovono imprese grandi e piccole, dalla ristorazione all’accoglienza alberghiera, dai
servizi turistici all’industria agroalimentare, dall’artigianato al comparto salute e benessere. Un
settore che potrebbe certamente rappresentare la spina dorsale e al tempo stesso la salvezza
della nostra economia, specialmente di fronte all’attuale crisi economica che sembra colpire ogni
genere di attività tradizionale ma che, nei riguardi del turismo, pare avere una sorta di soggezione.
Attenzione però perché l’arte, la bellezza del nostro Paese e le nostre tradizioni agro-alimentari,
da sole non bastano più per difenderci dalla competizione che il mercato della globalizzazione ci
impone. Basti pensare alle tragiche immagini dei crolli di Pompei. La lista delle correzioni da fare
è lunghissima. E non occorrono scienziati che vadano alla ricerca dei massimi sistemi, serve solo
iniziare oggi. Usando quel buon senso che troppo spesso viene dimenticato dalle istituzioni e dalla
politica. Rimbocchiamoci tutti le maniche, nessuno escluso. Prepariamoci a dialogare con i nuovi
linguaggi della comunicazione se non vogliamo rischiare di perdere anche questo treno, di essere
spazzati via da chi, pur avendo meno di noi, sa come gestirlo. Se c’è una cosa che l’esperienza
ci insegna, è che bisogna sfruttare nel migliore dei modi le risorse che la storia e la natura hanno
preservato per noi. Oggi è il tempo del fare, senza più dilazioni né vittimismi. Le generazioni dei
nostri padri e dei nostri nonni hanno lavorato duramente e senza piagnistei per costruire un paese
prospero e industrioso e lo hanno fatto affrontando le dure esperienze
della guerra e della ricostruzione. Avevano meno di quanto abbiamo noi,
ciononostante sono riuscite a moltiplicare quel poco che avevano e a
farlo fruttare. Ora tocca a noi guardare non al futuro, ma al presente,
perché è il presente che conta, af nché la primavera della natura e
dei sensi possa essere anche la primavera della nostra economia. A
tutti i lettori di Italia Più riservo questo numero primaverile con servizi
dedicati alla bellissima provincia di Verona per poi dirigerci nella vicina
e operosa provincia di Brescia. Tappa immancabile in Alto Adige,
fra la Strada del Vino e l’asburgica Merano. Da non perdere,
in questa stagione, le suggestive tentazioni che partendo
dall’alta Maremma toccheranno la Campania, la Calabria
e le soleggiate isole del nostro Paese. Per chi vuole
andare oltre con ne eccovi accontentati con un focus
affascinante sul Bellinzonese e Alto Ticino.
Buona lettura a tutti