NUMERO DI DICEMBRE 2015

Ci siamo. È dicembre e anche questa volta ho il compito di realizzare la presentazione dell’ultima  pubblicazione dell’anno, come sempre ricchissima di argomenti e testimonianze di grande prestigio. Dovrei farlo per rispetto dei lettori i quali si aspettano un’anteprima dei contenuti del magazine e invece questa volta decido di riempire questo spazio cambiando tema.

Considerato l’imminente Natale e l’arrivo del nuovo anno,  ho pensato di condividere insieme a tutti voi un dono che abbiamo ricevuto dalla scrittrice brasiliana Martha Medeiros, che paradossalmente, parlando della morte,  riassume il senso della vita.

I recenti attentati che hanno funestato la Francia coinvolgendo l’intera umanità hanno scosso le coscienze di tutti, imponendo a ciascuno il dovere di riflettere e soprattutto di agire. Non bisogna più esitare né, tantomeno, delegare ad altri il compito di cambiare le cose che non vanno, dobbiamo intervenire in prima persona.  Il cambiamento parte da noi. Ciascuno all’interno della propria famiglia dedichi maggiore attenzione all’ascolto, all’istruzione e alla condivisione dei bisogni di chi gli sta vicino.

Non occorre aggiungere altro. Prima di lasciarvi alla lettura della poesia desidero ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa pubblicazione compresi i protagonisti dei nostri servizi.

Auguri di cuore a tutti.

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita la passione, chi preferisce il nero su bianco, i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti a errori e sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette mai, almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna, o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande su argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”