Natura e cultura nella Calabria più bella

Parco Naturale Regionale delle Serre: quasi 18.000 ettari di territorio incontaminato ricco di fascino

Il massiccio montuoso delle Serre, è il territorio calabrese che si trova tra l’istmo di Marcellinara a nord e l’Aspromonte a sud. A oriente è delimitato dalla costa ionica e a occidente dal promontorio del Poro, che lo separa dal Mar Tirreno. Dopo i Greci, Bruzi, Romani e Normanni, anche i Borboni sfruttano intensamente il bosco per la produzione di legna e carbone per le attività metallurgiche delle ferriere di Mongiana e della Fabbrica d’Armi. La presenza di diverse montagne, di quote altimetriche non elevatissime, contrapposte l’una all’altra, solcate da ripidi e tortuosi valloni, preserva l’ambiente naturale, mantenendone lo stato ottimale. Questo scenario costituisce il Parco Naturale Regionale delle Serre. “È stato istituito con legge regionale nel 1990 – afferma Antonio Errigo, commissario straordinario del Parco -, e si estende su un territorio di 17.687 ettari, per un totale di 26 Comuni compresi in tre province. All’interno dell’area protetta vi sono quattro diversi siti d’interesse comunitario (Sic)”. Uno è il Bosco di Santa Maria, che prende il nome dalla chiesa di S. Maria del Bosco, dove San Bruno, fondatore dell’ordine del Certosini, faceva penitenza e dove fu sepolto. Il Sic Lacina è poi una delle poche zone umide montane meridionali, caratterizzata dall’alta concentrazione di specie rare, grazie alla elevata ricchezza di habitat che esso contiene. Il Bosco Stilo-Archiforo è un Sic con origini antichissime ed è dominato dall’abete bianco, che è incluso nel libro nazionale dei boschi da seme per le sue peculiari qualità genetiche. Il seme di questi boschi viene raccolto nei mesi di settembre e ottobre per essere utilizzato nei rimboschimenti in varie parti d’Europa. Altro luogo di interesse è l’oasi naturalistica del lago dell’Angitola, una delle riserve più importanti del mediterraneo. Il lago fu creato artificialmente nel 1966 sul vecchio alveo del fiume Angitola, che nasce a Capistrano, dal Reschia, proveniente da S. Nicola, e dal torrente Nia, che attraversa Maierato. Questa magnifica oasi, per le sue particolari condizioni climatiche e l’abbondanza di cibo, attrae una grande quantità di uccelli di oltre cento specie diverse. “Il Parco delle Serre, oltre che per le sue qualità naturalistiche, ha due peculiarità fondamentali che ne fanno un’area protetta unica in tutto il panorama europeo – dice Errigo -. Volendo semplificare, potremmo racchiudere queste caratteristiche di unicità, in due percorsi storici ideali: le vie del monachesimo e le vie del ferro”. Seguendo il filone del monachesimo non si può perdere la bellissima cittadina di Serra San Bruno, sede del Parco delle Serre. Il primo nucleo dell’abitato serrese risale agli anni successivi al 1091, quando Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei certosini, dopo aver costruito la Grande Chartreuse vicino a Grenoble e chiamato a Roma da Papa Urbano II, vi giunge per intraprendere la vita eremitica ed edifica il monastero dedicato a Santo Stefano. La chiesa conventuale, originariamente di stile gotico, verso la fine del ’500 viene rimaneggiata, per alcuni studiosi su probabile progetto del Palladio, per altri su disegno di Leonardo da Vinci. Tra il XVI e il XVIII secolo la Certosa subisce successivi restauri, fin quando il terremoto del 1783 la distrugge. Verso la fine dell’Ottocento viene riedificata. La Certosa è tuttora vivente ma, visto lo stretto regime di clausura, non è possibile visitarla se non mediante concessione del permesso del Priore. È però possibile visitarne il Museo. Nel percorso logico delle Vie del Ferro rientrano le Ferriere di Mongiana, nate nel 1771 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, ma entrate a regime dieci anni dopo. Le ferriere furono prevalentemente adibite alla produzione bellica e attive nel campo dell’ingegneria civile. Dai loro altiforni sono usciti i ponti sospesi di ferro sui fiumi Garigliano e Cadore, i primi nella penisola e risalenti alla prima metà dell’Ottocento, così come le rotaie della prima tratta ferroviaria italiana Napoli-Portici (1839). Successivamente il nuovo governo unitario decise il declino delle Reali Ferriere Borboniche che furono sottoposte alla vendita al pubblico incanto. La visita al territorio è supportata da una ricca rete ricettiva, con hotel, agriturismo e rifugi montani adatti a ogni budget. Una visita all’area delle Serre permette un tuffo nella natura attraverso i 150 km di sentieri naturalistici. Inoltre, il Parco organizza tantissime attività, come per esempio i corsi di fotografia naturalistica per adulti o i laboratori didattici per bambini. Di particolare interesse storico e culturale sono sicuramente i siti completamente riqualificati, come i già citati Santuario di Santa Maria del Bosco e la Certosa di Serra San Bruno, ma una visita merita anche il Castello di Murat a Pizzo Calabro, dal 2003 sede del museo Murattiano. Eretto nel XV secolo per volere di Ferdinando I d’Aragona, ha ospitato nelle sue galere il filosofo Tommaso Campanella e, naturalmente, Gioacchino Murat Re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte, che qui venne giustiziato. Perla imperdibile è anche la Cattolica di Stilo, un tempio bizantino del X secolo che si trova alle pendici del monte Casolino. A pianta centrale quadrata, è stata la prima e più importante parrocchia della Universitas di Stilo. Tutti i comuni che fanno Parte del Parco Naturale, nel corso dell’anno organizzano iniziative per i cittadini e i turisti.