Lo sguardo e il gusto dell’Alto Tavoliere delle Puglie

Tra vigneti e campi di grano, fino alla marineria lagunare, il territorio valorizzato dal Gal Daunia Rurale

Lo sguardo del visitatore che si appresta a scoprire la Capitanata, quella parte settentrionale della Puglia compresa tra i Monti Dauni e il Gargano, incontra un territorio dai paesaggi straordinari, in cui si susseguono campi prevalentemente vocati alla cerealicoltura, all’orticoltura e alla viticoltura, fino ad arrivare all’attività della pesca sul litorale della laguna di Lesina. E’ qui, tra i comuni di San Severo, Apricena, Poggio Imperiale, Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti e Lesina, che si ritrovano masserie settecentesche, siti archeologici e storici di grande rilevanza. Ne sono un esempio il Castello ducale di Torremaggiore, che conserva nella Sala del Trono un fregio affrescato raffigurante scene mitologiche con putti impegnati nella vendemmia e in scene allegoriche. O l’area archeologica di Castel Fiorentino, a Torremaggiore, domus di Federico II di Svevia, oppure il complesso abbaziale di Santa Maria di Ripalta, che sorge tra il fiume Fortore e il lago di Lesina, eretta nel 1201 da una comunità di monaci cistercensi. Visitando questi siti, che sono solo alcuni esempi dei tanti del territorio, non si può non abbinare ai percorsi culturali quelli enogastronomici. Il palato del visitatore sarà deliziato dall’olio extravergine di oliva Dop Dauno con menzione geografica “Alto Tavoliere”, prodotto dalla varietà “Peranzana”, come dall’immancabile Canestrato pugliese Dop, chiamato anche “pecorino dauno”. Per gli amanti della tradizione culinaria, l’Alto Tavoliere offre il “pancotto”, piatto povero e gustoso, dove il pane raffermo si sposa con la cicoria e le altre verdure di stagione. Mentre tra le preparazioni di carne si trovano i “torcinelli”, degli involtini di interiora di agnello o capretto aromatizzate con prezzemolo, aglio, sale, pepe e formaggio pecorino grattugiato, e arrostiti alla griglia. Nel percorso ideale verso il mare, si incontra sulle tavole lesinesi la salicornia, detta anche “asparago di mare” che cresce nell’ambiente lagunare, e usata in numerose preparazioni tipiche, e l’immancabile anguilla insieme agli altri prodotti del pescato. Infine, il vino, che ha portato l’areale di San Severo tra le zone di produzione vitivinicola più rinomate d’Italia, grazie al vitigno autoctono “Bombino Bianco”, . Federico II, quindi, continua ad essere il filo conduttore che dal passato ci trasporta verso la futura valorizzazione turistica dell’Alto Tavoliere: non solo Lo sguardo e il gusto dell’Alto Tavoliere delle Puglie Tra vigneti e campi di grano, fino alla marineria lagunare, il territorio valorizzato dal Gal Daunia Rurale con i suoi Castelli ma anche attraverso i prodotti dell’enogastronomia che già mirabilmente avevano allietato le sue mitiche cene di ritorno dalla caccia. Questo “modello” di crescita territoriale, che esalta il miglioramento dei prodotti (Dop, Igp, Stg, ecc…) con l’implementazione di un centro servizi per le aziende e formazione di risorse umane è stato realizzato con il Progetto di Cooperazione Transnazionale del Distretto Agroalimentare di Qualità “Terre Federiciane” nel nome di Federico II e delle sue mirabili iniziative.