Le risorse umane sono il volano per competere

Investire nella scuola, nella formazione professionale e nella ricerca: per la Regione Emilia-Romagna è questa la strada per il rilancio economico del territorio 

La crisi può essere un buco nero oppure può diventare l’occasione di ristrutturazione e rilancio partendo da educazione, formazione e ricerca. Esattamente questo il percorso scelto negli ultimi anni dalla Regione Emilia-Romagna e da Patrizio Bianchi, assessore regionale a coordinamento delle Politiche Europee allo Sviluppo, Scuola, Formazione professionale, Università, Ricerca e Lavoro. In altre parole le difficoltà congiunturali in questa Regione hanno rappresentato la molla per riflettere, studiare e ripartire su basi nuove. A parlare sono le iniziative vincenti e innovative messe in gioco e supportate al meglio dalle istituzioni. Insomma, l’Emilia Romagna si conferma ancora una volta una terra proli ca e generosa che riesce a mettere a segno gli obiettivi che si era prefissata e a raggiungere traguardi spesso insperati. Merito anche di una seria organizzazione che fa capo alle istituzioni e a un sistema educativo, formativo e universitario articolato e ben distribuito sul territorio, anche in base a precisi distretti manifatturieri e tecnologici che a loro volta hanno la capacità di coagulare forze imprenditoriali, risorse economiche e, soprattutto, nuove idee. “Investire nelle risorse umane è fondamentale per un territorio e per le stesse aziende che vi operano, perché questo consente poi di reperire sul mercato del lavoro  figure professionalmente molto capaci. Ormai è chiaro infatti – spiega l’assessore regionale Patrizio Bianchi – che educazione, formazione e ricerca devono rispondere in tempi rapidi ai bisogni produttivi del territorio e, in un circolo virtuoso, i bisogni produttivi a loro volta devono nutrire e alimentare i percorsi formativi. In altre parole, abbiamo bisogno di una nuova industrializzazione che metta al c entro l’innovazione e la ricerca, e come Regione Emilia-Romagna abbiamo tratteggiato alcune linee di sviluppo anche grazie al capitale delle nostre competenze. Da qui l’importanza anche di un maggior protagonismo delle nostre università”. Arte ce di questa politica Patrizio Bianchi, che da anni spinge proprio in questa direzione sapendo che solo un’infrastruttura educativa e formativa orientata allo sviluppo permette poi alle aziende di trovare quelle  figure professionali che consentiranno loro di guadagnare in innovazione e competitività. E che questa sia ormai una strategia condivisa lo testimoniano alcuni progetti di grande valenza economica per il territorio, come l’accordo raggiunto nel 2013 con il Gruppo Louis Vuitton che ha scelto di costruire a Ferrara un nuovo impianto di produzione di calzature artigianali di lusso, inaugurato proprio pochi mesi fa. “Il ritorno in Italia di un’impresa multinazionale non è stato condizionato dall’opportunità di accedere ai soliti incentivi ma piuttosto dalla disponibilità della Regione di valorizzare l’esperienza di calzolai altamente qualificati  finalizzando percorsi formativi atti a trasmettere le loro competenze ai giovani. Strategica è stata dunque la sinergia con le istituzioni locali per creare una scuola di formazione di alto artigianato, nucleo della nuova impresa del Gruppo e di nuova e qualifiata occupazione”. È dunque evidente come la formazione, le competenze e la loro trasmissione siano diventate un preciso strumento di politica industriale per il territorio e di come una scuola aziendale sia ormai entrata a far parte a pieno titolo della struttura educativa regionale. Esempio importante, ma non l’unico. Ducati Motor Holding e Automobili Lamborghini hanno infatti siglato un’intesa con la Regione Emilia-Romagna e l’Ufficio scolastico regionale per 48 posti riservati a studenti under 25 per un biennio di specializzazione tecnica a scuola e in azienda. Anche in questo caso si tratta di un progetto di formazione strettamente legato alle competenze necessarie al distretto territoriale e che quindi al termine del percorso avrà rapidi riflessi occupazionali, esattamente come i progetti avviati da VM Motori, storica azienda di Cento (FE) di proprietà di Chrysler-Fiat e di General Motors. In questo caso sono stati attivati 11 percorsi formativi rivolti a persone disoccupate, in mobilità e in cassa integrazione, al termine del quale 100 persone, di cui 39 donne, sono state assunte in azienda. O, ancora, il percorso di pre-inserimento lavorativo per un centinaio di nuove assunzioni presentato da Lte-Lift Truck Equipment di Ostellato ( Fe) del Gruppo Toyota e sostenuto da un investimento della Regione grazie a risorse del Fondo sociale europeo. Un Fondo che in Emilia-Romagna ha dimostrato di non essere solo ammortizzatore sociale, ma vero strumento per la crescita di una regione che vuole ritrovare proprio nella scuola, nella formazione e nelle proprie competenze manifatturiere la leva per un nuovo sviluppo.