La mente all’impresa, il cuore nel sociale

E chi l’ha detto che impresa e sociale devono essere per forza concetti in antitesi? Dove sta scritto che non si può condurre un’attività a rilevanza sociale con criteri imprenditoriali o che un’azienda di tipo tradizionale non può prestare attenzione anche ai risvolti sociali del mondo che la circonda. Magari non sempre fanno notizia, ma il nostro paese è pieno di storie di questo genere, scritte e interpretate da persone che, a cavallo tra i due mondi, riescono a creare realtà bellissime e nobilissime. Una di queste è la Fondazione I Bambini delle Fate, una fondazione senza scopo di lucro costituita a Castelfranco Veneto a fine 2005 da Franco Antonello, imprenditore e al tempo stesso padre di un bambino autistico, che si è distinta in questi anni per il suo impegno a favore dei giovani e giovanissimi affetti da disabilità e delle loro famiglie. La chiave del successo della Fondazione risiede nella sua capacità di coinvolgere gruppi di aziende da cui provengono contributi mensili che vengono utilizzati a favore di ospedali e/o associazioni del territorio. Questa particolare forma di coinvolgimento, denominata “Fare impresa nel sociale”, ha permesso alla Fondazione di sostenere nei suoi otto anni di attività, ben venti  tra associazioni ed enti sparsi su tutto il territorio nazionale. I fondi erogati ammontano a 3.282.356 euro (dati dicembre 2013), una parte rilevante dei quali provenienti solo dalla provincia di Treviso, e rappresentano, nella maggior parte dei casi, l’unica vera e propria fonte di sostegno costante per queste realtà locali attive nell’impegno sociale. Le iniziative sostenute in provincia di Treviso fanno capo a tre diverse realtà, e più precisamente l’associazione Farcela di Castelfranco Veneto, la Cooperativa Agorà di Castello di Godego e l’associazione Liberamente di Treviso. Realtà attive del territorio, spesso ormai sempre più insostituibili fonti di progettualità locale, che sovente si trovano impossibilitate a dare realizzazione concreta alle proprie idee e a dare corpo ai propri sforzi a causa di una cronica mancanza di risorse, esempi importanti di come il connubio tra impresa e sociale possa sperimentare e tracciare nuovi percorsi virtuosi per tutte le intelligenze e le risorse umane che in entrambe i settori possono reperire. A partire dal 2010 si è però avuta una svolta decisiva alle sorti dei progetti, con la stipula del primo accordo con un’azienda di grandi dimensioni che, decidendo di finanziare da sola un intero progetto, si è di fatto sostituita alle 25-30 aziende normalmente necessarie per rendere possibile la realizzazione di un progetto. Un impegno importante, sia qualitativamente sia quantitativamente, che, oltre a generare lusinghieri vantaggi per il territorio, ha permesso alla Fondazione di sperimentare nuove tipologie di coinvolgimento a favore di aziende medio-grandi per le quali si possono ipotizzare piani d’intervento di più ampio respiro. In questi casi specifici per la Fondazione il ruolo consiste nel reperire le risorse sul territorio, dopo aver identificato i beneficiari locali e aver valutato l’impatto sociale e la qualità del progetto; per le aziende locali il ruolo si concretizza nel fornire le risorse necessarie al finanziamento dei progetti stessi, senza per questo sottrarre attenzione a quelli che sono gli obiettivi aziendali primari e, soprattutto, senza doversi dotare di competenze specifiche atte alla valutazione della qualità degli interventi sostenuti. A questa prima positiva esperienza maturata nel 2010, nel frattempo rinnovata e incrementata fino a oggi, se ne è aggiunta una seconda ancora più rilevante, sia per valori in campo sia per l’ampiezza dell’intervento. Il percorso iniziato prelude a interessanti scenari di interazione con un impatto sul territorio paragonabile ai più evoluti sistemi di sicurezza sociale cui l’Italia dovrebbe ancora guardare con curiosità e interesse. La Fondazione nel 2014 prevede di ampliare il suo raggio d’azione su tutto il territorio nazionale e in tal senso sono già state reperite le risorse umane a esso dedicate e sono già state individuate le realtà che beneficeranno dei finanziamenti. Un percorso ormai tracciato che la vedrà cogliere, assieme alle 350 imprese aderenti, importanti successi e significative soddisfazioni reciproche.

Informazioni tratte da www.ibambinidellefate.it