Giuseppe Lai presenta ItaliaPiù

Impegno, non miracoli

È da un po’ di tempo che non si parla più di miracoli imprenditoriali o economici. Facciamo fatica a produrre nuova ricchezza nel Paese; ecco perché in molti evocano la necessità di un miracolo. Occorrerebbe qualcuno che con la bacchetta magica cancellasse i problemi esistenti e rilanciasse i mercati economici. Ma siamo sicuri che questa sia  la soluzione giusta?

Un esempio servirà a chiarire meglio quanto voglio stimolare con questa mia riflessione. Fino al secondo dopoguerra il Veneto era una delle regioni più povere dell’Italia settentrionale. Proprio in quegli anni così difficili nascevano molte piccole imprese familiari e l’economia di questo territorio si sviluppava  tanto da diventare una delle regioni più ricche del Paese.

Accanto alle piccole imprese  si affermavano anche grandi aziende diventate famose in tutto il mondo: Benetton, Diesel, Calzedonia, Geox,  De’ Longhi,  Riello, Safilo e Luxottica. Questi sono i principali attori di ciò che venne definito come “miracolo economico del Nord Est”.

Attribuire ingiustamente i meriti di questo boom economico all’effetto di una sorta di forza soprannaturale indipendente dalla volontà dell’uomo forse non è stato corretto nei confronti di coloro che  quelle condizioni le hanno create con fatica, impegno e sacro ufficio: il lavoro. Questi imprenditori non sono dei  Superman con poteri invincibili, sono uomini comuni dotati di straordinaria determinazione che hanno creduto fortemente nelle loro idee  nonostante le condizioni generali fossero proibitive. Nessun miracolo ma tanta, tantissima abnegazione.

Rimbocchiamoci dunque le maniche e iniziamo a costruire il nostro futuro e se le condizioni sono difficili meglio. Superare le  avversità ci fortificherà.

 

GIUSEPPE LAI

Project Manager di ItaliaPiù