CPL CONCORDIA: Il mondo chiede energia ad alta efficienza (Dicembre 2013)

Dalla Thailandia alla Polonia, da Cuba agli Usa CPL Concordia ha avviato progetti e impianti per rispondere alle richieste del mercato internazionale

L’internazionalizzazione è un processo complicato per le imprese: il gruppo energetico cooperativo CPL Concordia (www.cpl.it) – 76 società e 1.700 addetti nel mondo – opera all’estero da oltre 10 anni. “L’apertura ai mercati internazionali da semplice opportunità si sta trasformando in necessità strategica, per garantire lo sviluppo che nel 2013 vedrà il nostro Gruppo crescere dell’8% nel fatturato, toccando quota 450 milioni di euro”. A parlare è il direttore generale operativo Industrial di CPL Concordia l’ingegner Fabrizio Tondelli, con una panoramica “world wide” che prende il via dal lontano Far East, grazie all’ultimo contratto siglato in Thailandia con Honda. “Si tratta di un impianto di cogenerazione da 3 MW per lo stabilimento produttivo di Honda Automobi- le. In Thailandia assistiamo infatti a una conversione di mercato per cui ora sono richiesti impianti ‘chiavi in mano’ con un Epc contractor che si renda responsabile dell’impianto che costruisce. Quindi, faremo la progettazione e installazione dell’impianto di cogenerazione motorizzato Jenbacher che fornirà energia elettrica e calore al reparto di verniciatura delle auto Honda. Avremo partner locali e nel futuro la prospettiva è di fornire ad altri stabilimenti Honda, quelli del reparto motocicli, ad esempio, impianti energetici ad alta efficienza”. Nel Sudest asiatico la multiutility punta anche al mercato del biogas, mentre in Nord Africa l’approccio è differente. “In Maghreb, per fronteggiare i nostri competitor abbiamo già costituito un’officina in Algeria che ci consente consegne più rapide e prezzi concorrenziali per skid e tecnologie legate al gas naturale. È in pieno svolgimento la manutenzione di una turbina da 170 megawatt a Marsat El Hadjadj, e attendiamo da Sonelgaz la confer- ma d’ordine da 14 milioni di euro per una seconda turbina”. Il Gruppo è presente anche in Tunisia e sta valutando con interesse una branch in Libia, nazione con ingenti quantità di gas e petrolio in cui la scomparsa di Ghedda. ha aperto il campo a nuovi player. Uno dei paesi europei in progresso è la Polonia. “Nelle scorse settimane i nostri tecnici hanno avviato una centrale termica da 3 megawatt per la multinazionale francese Edf a Wroclaw, in Polonia; stiamo lavorando per un impianto da 9 megawatt per teleriscaldare la città di Pila”. Il continente americano è la nuova frontiera di espansione dell’azienda. “A Cuba abbiamo presentato un progetto da 15 milioni di euro per produrre energia dagli scarti di lavorazione della canna da zucchero per la produzione di rhum: un impianto complesso – che ha messo alla prova la nostra esperienza trentennale nella cogenerazione capace di produrre 3 megawatt elettrici e fertilizzante come prezioso prodotto residuale per l’agricoltura cubana”. A novembre CPL ha presentato in anteprima mondiale in Cile l’ultimo prodotto, il pirogassificatore “Synfon”: “Si tratta di un modulo di produzione energetica che sfrutta il gas di sintesi ricavato dal cippato di legna. La taglia medio piccola, 45 kW elettrici, rende ancora più interessante questo impianto. In Cile infatti c’è grande richiesta di energia elettrica e molta disponibilità di legno: può essere il mercato ideale per proporre alle segherie o ad altri clienti questo prodotto ‘plug and play’ di rapida installazione”. Negli Stati Uniti prosegue l’attività delle controllate CPL Usa e CPL DG: “Abbiamo avviato offerte anche nel settore della cogenerazione, e acquisito l’ordine per la consulenza energetica dell’Harrah’s Casino Resort di Atlantic City. La previsione di gas a costi ridotti e l’assorbimento crescente dei grandi building – noi lo conosciamo, svolgendo la manutenzione elettrica per l’Empire State Building di New York – rende la generazione diffusa negli Usa la risposta più efficiente”. Cos’altro c’è all’orizzonte? “Stiamo analizzando concretamente un nostro ingresso negli Emirati Arabi, dove si concentreranno nei prossimi anni ingenti investimenti infrastrutturali in vista dell’Expo 2020 di Dubai e dei Mondiali di calcio 2022 in Qatar: vogliamo proporci nei campi della distribuzione gas e dell’energy management”. Dopo questo “giro del mondo” è inevitabile chiedere all’ingegner Tondelli un suo punto di vista sulle prospettive dell’industria nel nostro Paese. La risposta è lapidaria: “tutto bloccato”. “In Italia – spiega – ci sono crescenti difficoltà per chi vuol fare impresa, ostacoli impensabili rispetto ad altre parti d’Europa e del mondo. Penso al Gnl, il gas naturale liquefatto, del quale ci stiamo occupando da anni: fatichiamo a ottenere autorizzazioni per impianti che ovunque sono già realtà. Questo significa impedimenti irragionevoli per chi come noi vorrebbe alleggerire la bolletta energetica delle imprese – si pensi alla Sardegna, non fornita dai gasdotti e fortemente penalizzata – mediante il Gnl disponibile e acquistabile in tutto il mondo grazie ai rigassificatori e ai depositi costieri. Il recente stop delle forniture dal gasdotto libico all’Italia dovrebbe farci riflettere non poco. Per assurdo, probabilmente riusciremo a realizzare i nostri impianti ad alta efficienza prima in Polonia, dove nel 2015 sarà attivo il rigassificatore del Mare del Nord, che non in Italia”.