Dove l’ambiente incanta come un quadro di Mantegna

Il Parco del Mincio, tra Garda e Po, fa scoprire angoli d’Oriente, cicogne in volo, ciclabili, escursioni sul fiume e week end in relax

Tra la vegetazione delle rive dei laghi che abbracciano Mantova, oltre al pro_ lo della città rinascimentale che si specchia nelle acque del Mincio, si scorgono altre bellezze. Per esempio quelle artificiali delle sculture del “Parco dell’arte” – 15 nuove installazioni sul lago di Mezzo – , oppure quelle che la natura dispensa – aironi di ogni specie (sono presenti tutti i coloniali) e giardini galleggianti dal sapore d’Oriente -. E, ancora, strutture per la fruizione sostenibile – percorsi ciclopedonali, ampio parcheggio, pontili per le escursioni _ fluviali, area camper attrezzata accanto alla verdiana Rocca di Sparafucile. È questa l’anima verde di Mantova: il Parco del Mincio, che si estende tra il Garda e il Po e che nei laghi di Mantova con la città capoluogo ha il suo centro più conosciuto. Una volta usciti dalla Camera degli Sposi nel castello dei Gonzaga, bastano pochi passi per trovare l’ambiente dipinto sulle celebri pareti mantegnesche della Camera degli Sposi. Canneti, una campagna verdissima, specchi d’acqua sono il connubio che intreccia costantemente i centri abitati con l’habitat dell’area protetta. Lungo il Mincio il parco incontra altri dodici comuni e numerosi borghi e attraversa, in 73 chilometri di discesa verso la pianura padana, un territorio incastonato tra l’Emilia e il Veneto, che parte dai Colli morenici. È lì, nel piccolo “Chiantishire” disteso a racchiudere la sponda meridionale del Benaco, che tra i colli è custodita la riserva naturale di Castellaro Lagusello con il suo laghetto morenico a forma di cuore e appendice naturale del borgo medioevale. Scendendo a valle, il fiume si divide in meandri e forma una zona umida di importanza internazionale, la riserva naturale delle Valli del Mincio: un intrico di canneti e cariceti – verdi in estate, giallo oro in inverno -, ninfee, ibisco palustri, fiori di loto, aironi, falchi di palude e mille altre specie rare. Addentrarsi nelle valli per una navigazione in canoa o a bordo di battelli con il motore elettrico è un’esperienza inattesa che sorprende per la biodiversità di questa piccola Camargue d’acqua dolce sulla quale si affacciano i borghi di Grazie e Rivalta. Dai tre laghi che il Mincio forma attorno a Mantova ci si può imbarcare in motonave addirittura fino a Venezia. Scendendo, invece, in bicicletta dall’ultimo dei laghi, l’Inferiore, si arriva nell’ultima riserva naturale, la “Vallazza”. Lungo l’argine del basso corso del fiume si reincontra la storia: il forte napoleonico di Pietole a Borgo Virgilio e il luogo che diede i natali al sommo poeta, che qui si ispirò per le Bucoliche, esaltato da portali di moderna architettura mescolati ai campi. Una campagna che fu “valle degli Etruschi” e che ancora alimenta colture secolari, come i prati stabili dalle mille fioriture stagionali che producono il foraggio per il Grana Padano dei prati stabili. Il percorso del gusto è l’altro tema ricorrente nel parco: nascono nei terreni lungo il fiume le eccellenze enogastronomiche locali che danno vita a piatti caratterizzati da ingredienti di nicchia e tradizionali. Il parco, uno dei primi nati in Lombardia, è aperto e non ha orari di visita. Si può chiedere una guida con gli operatori (per gruppi) o scoprirlo da soli. C’è invece un unico luogo del quale conviene conoscere bene gli orari di apertura per non lasciarsi sfuggire una visita: il centro parco Bertone, aperto nei giorni festivi da metà marzo a fine ottobre. È il centro visita del Parco del Mincio ed è un giardino d’impronta romantica con mille alberi secolari anche esotici – c’è il ginkgo biloba più alto d’Italia – e “casa” delle cicogne bianche. Qui infatti, a una quindicina di chilometri da Mantova, il parco ha realizzato un centro di reintroduzione per far tornare la specie a nidi_ care in pianura padana. Con successo: alle Bertone i nidi sono numerosi e lo spettacolo del volo di questi grandi migratori è assicurato. In estate poi ci son le “prove di volo” dei piccoli nati: 27 quest’anno tra i nidi delle Bertone e quelli nei dintorni, dalle coppie selvatiche attirate dal centro durante le migrazioni. Tutti i percorsi, da farsi in bicicletta o in barca o in motonave, alla scoperta dell’area protetta Parco del Mincio sono suggeriti nel portale turistico www.terredelmincio.it, che ospita anche dieci proposte di viaggio, da una a tre notti, declinate secondo varie attitudini: da quella naturalistica a quella romantica.