Diversificare e innovare: la strategia vincente

Efficienza energetica, ma anche telefonia, reti wi-fi e illuminazione. CPL Concordia amplia il suo business

CPL CONCORDIA, gruppo cooperativo multiutility dell’energia, dopo un bilancio 2013 positivo rilancia la sfida dell’efficientamento energetico con nuove tecnologie e un approccio attento alle necessità finanziarie dei clienti pubblici e privati. Ci spiega il suo punto di vista Andrea Ambrogi, Direttore Commerciale Italia di CPL CONCORDIA, a capo di una rete di oltre 20 Sales Area Manager e Commerciali che coprono l’intera penisola.

 

Direttore Ambrogi, partiamo dai risultati del bilancio 2013 del Gruppo CPL…

Il bilancio 2013 del nostro gruppo energetico è decisamente positivo, soprattutto se contestualizzato rispetto alla situazione contingente e alle aziende dello stesso livello e settore. Il Gruppo CPL ha consuntivato un valore della produzione pari a 415,4 milioni di euro, con un utile netto di 4,5 Milioni e un patrimonio netto consolidato pari a 160,4 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto al 2012. Questi risultati sono premianti dal punto di vista dell’immagine aziendale nel breve: purtroppo mi sembra di rilevare che gli istituti di credito non ne tengano conto in misura adeguata. Rifinanziare continuamente investimenti e acquisizioni quali noi stiamo avendo – cito solo le ultime, i lotti CONSIP Servizio Energia SIE3 delle Regioni Lazio e Campania che cubano circa 150 Milioni di Euro di fatturato pluriennale – in condizioni di forte riduzione delle marginalità diventa sfidante, e quindi per il bilancio 2014 la nostra azienda dovrà porre soprattutto attenzione alla qualità delle acquisizioni più che alla quantità, per poter garantire gli stessi risultati del 2013.

 

Quali sono le vostre caratteristiche di azienda che secondo Lei sono premianti sul mercato?

La diversificazione in termini di produzione finora è stata il nostro valore aggiunto. Certo, è complesso da punto di vista commerciale strutturare una rete che abbia competenze su più settori – dalla manutenzione e gestione del reti gas, alla gestione calore, alle fonti rinnovabili, ai services legati al gas, alla parte di software e di vendita. Fondamentale la sinergia che si crea fra la parte commerciale e la parte tecnica. Tutto ciò diventa premiante soprattutto in momenti di crisi, se guardiamo ad aziende monoprodotto o monosettoriali che ora si trovano in evidente difficoltà. Nella parte di vendita voglio citare l’evoluzione di Coopgas, la nostra controllata che da player nella vendita di metano si sta allargando all’elettricità e ai servizi di telefonia fissa e internet.

 

Le maggiori complessità che le aziende vivono attualmente in Italia?

Viviamo un periodo di progressivo decadimento di un pilastro del mercato, il mondo delle costruzioni: non c’è nazione che goda salute economica senza avere un mercato delle costruzioni non dico iperdinamico ma quantomeno in attività. Con le costruzioni si muove tutto: dalla vendita dei mobili alle lampadine e, per quanto ci riguarda, l’efficientamento e la realizzazione impiantistica legata alle gestioni pluriennali, alle quali siamo storicamente legati. La complessità riguarda anche una mancanza strutturale d’innovazione e sviluppo nelle aziende: questi devono passare imprescindibilmente, dal mio punto di vista, da una forte interazione con il marketing, cosicché i nuovi accorgimenti impiantistici o le novità tecnologiche possano essere veicolati al meglio dando valore a un’azienda.

 

Su quali prodotti e servizi puntate maggiormente?

In questo momento i servizi con i margini maggiori sono quelli che assumono una complessità costruttiva, gestionale e produttiva. Se, ad esempio, nella pubblica illuminazione (un ambito di rilievo per CPL, che annovera 40 comuni in gestione e oltre 150mila punti luce) non ci limitiamo alla sostituzione delle lampade con altre più efficienti ma abbiniamo ad essa tutto ciò che è “smart”: rete wi-fi, videosorveglianza, pubblicità e pannelli a messaggio variabile, ecc. Possiamo interpretare il semplice palo come un fulcro di elettricità addirittura a servizio della ricarica di mezzi elettrici. Così dicasi per i contatori e correttori gas elettronici di nuova concezione, la trigenerazione o i software per il risparmio energetico.

 

I privati sono più o meno ricettivi all’efficientamento energetico rispetto alla Pubblica Amministrazione?

I privati sono molto attenti a questo tema: il loro problema è quello di finanziare l’efficientamento. La prima cosa che fa il privato generalmente è quella di ottimizzare la propria “bolletta” energetica (siamo solo all’inizio, e l’attenzione per ora è ancora più rivolta al prodotto che alla parte di produzione ed efficientamento). Oltre a questo, i privati hanno tempi strettissimi di pay-back dell’investimento: per un imprenditore un pay-back del proprio investimento in risparmio energetico superiore ai 30 mesi diventa già uno scoglio. Quindi la chiave principale per un’azienda è sopperire con lo strumento finanziario europeo – che andrà nella programmazione 2014-2020 – con i fondi europei, rivolti soprattutto alle piccole e medie imprese e alle ESCo che possono intercettare e utilizzare questi fondi. CPL detiene già fra le sue certificazioni la UNI CEI 11352 come Energy Service Company e si pone come soggetto qualificato.

Circa la Pubblica Amministrazione purtroppo c’è un’incapacità di disporre risorse economico-finanziarie per poter fare investimenti, dato che la totale ricerca di abbattimento dei costi sulla gestione quotidiana porta a comprimere la capacità di investimento. Per dirla in sintesi, con una battuta: non si possono pretendere dai fornitori ribassi del 50% e, nel contempo, degli investimenti importanti!… Per fortuna anche nella PA esistono lodevoli eccezioni, come la Provincia di Pesaro Urbino, di recente premiata al Forum PA di Roma 2014 per aver scelto, per la manutenzione del patrimonio edilizio scolastico, lo strumento del “Global service”: il coordinamento e la gestione unitaria di tutti i servizi è affidata fin dal 2002 a CPL CONCORDIA con risultati di tutto rilievo.