Da 30 anni leader nel chimico-farmaceutico

Con un’attività business to business, Industriale Chimica di Saronno fornisce le maggiori realtà mondiali

Il miglioramento della qualità della vita delle persone passa anche per cure e medicinali sempre più efficaci. Non sempre si ha presente che dietro ai farmaci prescritti dal medico o consigliati dal farmacista ci sono anni di ricerche, che coinvolgono centinaia di persone. Obiettivo dell’intero sistema è far sì che le persone, che già vivono molto più a lungo rispetto a un tempo, possano condurre una vita sana, lontana dalle malattie, o comunque supportata da strutture e medicine davvero capaci di prendersi cura della salute complessiva. La filiera dei prodotti farmaceutici è lunga: a presidiarne una parte – tra le numerose realtà presenti sul territorio italiano – è l’azienda Industriale Chimica di Saronno. Industriale Chimica è per il 75% di proprietà di Chemo Group (realtà spagnola specializzata in ricerca, sviluppo, vendita e marketing di prodotti farmaceutici) e per il 25% di un investitore italiano. Il general manager, Andrea Benigni, spiega che l’azienda è al cento per cento integrata con Chemo Group: “La nostra – precisa – è un’azienda di produzione, che sviluppa prevalentemente principi attivi per farmaci contraccettivi, broncodilatatori e oftalmici, che il Gruppo vende a tutto il mondo attraverso gli uffici commerciali di Madrid e Lugano. Per quanto riguarda l’Italia, invece, vendiamo direttamente alle case farmaceutiche: queste mescolano ai principi attivi gli eccipienti, preparano il packaging e danno il nome al farmaco, che viene poi venduto ai distributori e dunque alle farmacie. Come si può intuire, il nostro è un puro business to business”. Quest’anno Industriale Chimica festeggia i suoi primi 30 anni di vita. Nemmeno la crisi ha scalfito la crescita dell’azienda, che nel tempo è riuscita a passare da sei a 150 addetti. Di pari passo è andato lo sviluppo “fisico”: oggi la società ha uno stabilimento che si sviluppa su una superficie di 18 mila metri quadri. Molte realtà italiane similari a Industriale Chimica, a un certo punto della loro esistenza hanno deciso di abbandonare il territorio italiano, per mettere radici in Paesi molto più ospitali dal punto di vista dei “costi” da sostenere. L’azienda di Saronno non ha mai ceduto a questa tentazione. I motivi sono diversi. Spiega Benigni: “I nostri prodotti sono complessi da realizzare, fanno parte di una nicchia di mercato; non sono, per intenderci, analgesici che richiedono grandi volumi di merce. Già questo elemento rende il business poco appetibile per esempio per la Cina, Paese al quale interessano le grandi quantità. Inoltre, il know-how che possiamo vantare non si copia o impara rapidamente ed è impiegato per costruire processi di produzione efficienti, che permettono a una realtà italiana di competere con i cinesi”. Benigni rimarca comunque come sia necessario, anche per Industriale Chimica, puntare a un abbassamento dei costi. “L’energia, la burocrazia e i tanti legami che rendono improduttive le aziende italiane sono una zavorra anche per Industriale Chimica e l’unico vero ostacolo che può comprometterne la competitività nel mercato mondiale”. Grazie al supporto di Chemo Group, Industriale Chimica può vantare una potenza commerciale molto elevata: il gruppo spagnolo ha infatti la capacità di arrivare rapidamente ai clienti, e questo è un elemento vincente. Si pensi che è necessario consegnare alle autorità del farmaco dei diversi Paesi una quantità enorme di documenti. L’iter viene seguito in modo perfetto da Chemo Group: in questo modo difficilmente i clienti sono propensi a cambiare fornitore, e gli eventuali competitor, meno organizzati (che basano l’approccio solo sui prezzi bassi), non riescono a scalfire questo mercato. All’interno di Industriale Chimica un ruolo essenziale è ricoperto dall’area Ricerca e Sviluppo, che impiega più di 20 persone. “Se vogliamo presidiare il mercato – spiega Benigni – dobbiamo continuamente lanciare nuovi prodotti. Per questo l’impegno è costante, e grazie alla Ricerca e Sviluppo riusciamo a proporre almeno tre prodotti nuovi l’anno”. Una realtà come quella di Industriale Chimica, con i suoi 150 dipendenti, diventa un riferimento per il tessuto industriale del territorio di Saronno. Il legame con la città e i suoi abitanti è molto forte. “Questo – spiega Benigni – comporta da parte nostra anche un alto grado di responsabilità. A noi, infatti, spetta il compito di aiutare il territorio in diversi progetti. Specie in un momento in cui agli enti periferici dello Stato arrivano sempre meno fondi da Roma. Questo impegno si declina in diversi progetti. Per esempio, supportiamo il Comune, partecipiamo a iniziative quali la Rete Rosa, che si dedica alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne; sosteniamo una cooperativa di disabili; supportiamo il teatro di Saronno dando la possibilità ai giovani di accedervi a prezzi agevolati”. Industriale Chimica è dunque parte del suo territorio di riferimento. E come player di rilievo, ha piacere che tutti gli abitanti sappiano quali attività avvengono al suo interno: da qui nasce l’idea, reiterata negli anni, di aprire la fabbrica e renderla accessibile per un giorno. Il progetto, lanciato da Federchimica a livello nazionale, verrà probabilmente riproposto anche nel 2015: “A ogni edizione – conclude Benigni – l’af¢ uenza è sempre altissima. A partecipare sono famiglie, scolaresche, autorità. Con ‘Fabbriche aperte’ viene così smitizzata l’idea che la chimica sia, di per sé, pericolosa. È invece una risorsa per il nostro Paese, che ha una tradizione lunghissima, e tante realtà che ancora oggi rappresentano un vero valore per l’economia”.