CONSORZIO PER LA TUTELA DEL LUGANA: in ogni bicchiere il racconto della sua terra

Il Consorzio per la Tutela del Lugana porta la cultura della prima Doc lombarda sulle tavole di tutto il mondo

Nell’area compresa tra Desenzano, Lonato del Garda, Peschiera del Garda, Pozzolengo e Sirmione è di casa un vino che racchiude tutta la storia del suo territorio. È il Lugana, prodotto dal turbiana, un vitigno autoctono a bacca bianca con una spiccata resistenza ai rigori dell’inverno. Un vino che è un bene prezioso e per preservarne qualità, storia e unicità, nel 1990 è stato costituito il Consorzio per la Tutela del Lugana, alla cui presidenza è stato di recente chiamato Luca Formentini, dell’azienda Podere Selva Capuzza di Desenzano del Garda. Il direttore Carlo Veronese e il neo presidente Formentini ci raccontano, attraverso l’impegno del Consorzio, la poesia di questo vino, che dopo l’Italia ha conquistato anche i mercati internazionali.  Qual è il carattere distintivo del Lugana? (Veronese) Lugana è la prima Doc riconosciuta in Lombardia e una delle primissime in Italia, a testimoniare l’alto valore storico e culturale di questa realtà. È un vino giovane, moderno, ma allo stesso tempo dalle radici ben salde nella cultura della terra del Basso Garda. Un vino con profumi delicati di aromi floreali, un sapore garbato e ben definito, unico, inimitabile. Il disciplinare di produzione prevede la presenza di vitigni complementari a bacca bianca per una quota del 10%, ma oggi i produttori della zona tendono a vini. care in purezza, esclusivamente con uve turbiana. Un atto dovuto a un vitigno che ha dimostrato di avere in questo terroir risorse insperate per una varietà di trebbiano. L’attuale disciplinare prevede cinque tipologie di Lugana: la versione ‘base’, il Superiore, lo Spumante, la Riserva, la Vendemmia Tardiva. Il Lugana base copre quasi il 90% della Doc. È un vino elegante, particolare, che sorprende per la sua freschezza e il carattere inconfondibile. Il Lugana Superiore, introdotto nel disciplinare di produzione a partire dal ’98, viene sottoposto a invecchiamento o af. namento per almeno un anno a partire dalla vendemmia. Ha riflessi più dorati e profumi più articolati. Lo Spumante è una proposta per un pubblico attento ed esigente che, nonostante la contenuta produzione, sta tributando a tale prodotto i giusti meriti, valorizzandone la qualità. È prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti sia con il metodo classico. Il Lugana Riserva, introdotto nel disciplinare con l’ultima modifica del 2012, è la naturale evoluzione della tipologia Superiore. Deve invecchiare o affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia. Ha toni cromatici più accesi e profumi più evoluti e complessi. La novità è poi rappresentata dalla Vendemmia Tardiva, un Lugana diverso, più sperimentale. Viene ottenuto con una ‘surmaturazione’ in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la . ne di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio. È però lontano dalla dolce viscosità di un passito tradizionale. Quali saranno i prossimi impegni del Consorzio? (Formentini) Abbiamo consiglieri nuovi e giovani, vorrei ascoltare il Consiglio prima di stabilire il futuro piano triennale.  Le attività saranno sicuramente in continuità con quello fatto . no ad ora. I due pilastri principali rimarranno l’impegno perchè il Lugana cresca a livello qualitativo e di diffusione, e perchè il territorio nel quale nasce possa conservare la sua bellezza ed equilibrio ambientale. Altre attività nasceranno dall’ascolto della  filiera produttiva e da quanto saremo chiamati a svolgere con gli incarichi conferiteci a livello istituzionale. Questo vino è davvero un prodotto straordinario. Non abbiamo ancora i dati ufficiali relativi al 2012, ma la  liera del Lugana nel 2011 ha raggiunto una produzione di quasi 12 milioni di bottiglie nelle varie tipologie. Una crescita importante che ci permette di arrivare anche su nuovi mercati che oggi sono promettenti. Attualmente la produzione è indirizzata per il 55% ai mercati esteri, in particolare a Germania, Olanda, Usa, Belgio, Svizzera, Uk, Giappone. Su alcuni mercati  siamo stati penalizzati da una cultura del vino limitata, che, per esempio, non guardava alla scelta del prodotto in abbinamento al cibo. Ma oggi questi mercati stanno cambiando. La presenza delle versioni Superiore e Riserva consentono al Lugana di dimostrare le sue potenzialità nell’essere soggetto a un af namento che lo conduce a rivelare toni più evoluti, ampi e complessi ed una struttura più profonda e ricca. Queste caratteristiche lo rendono un prodotto capace di sorprendere anche i palati più abituati a vini dal forte impatto come quelli che frequentemente si incontrano nei paesi colonizzati dai vini del ‘nuovo mondo’. Pochi sono i vini italiani originati da vitigni autoctoni in grado infatti di esprimere queste doti. Qual è l’impegno del Consorzio per far conoscere il Lugana? (Formentini) La partecipazione a manifestazioni di settore serve a portare questo magni co prodotto più vicino ai mercati internazionali. Il 2012 ci ha visti impegnati in numerosi eventi internazionali. Quest’anno non è meno  fitto di appuntamenti. Oltre al Balkan Wine Expo di febbraio, e al Prowein Dusseldorf, il Consorzio parteciperà all’immancabile Vinitaly ad aprile, al London Wine Fair e Vinexpo di Bordeaux tra maggio e giugno. Questi sono solo alcuni degli impegni che vedranno il Consorzio farsi promotore e portavoce di uno dei prodotti enogastronomici più caratteristici, genuini e originali del made in Italy. Il Lugana è frutto di tradizione, cultura e territorio e il cui successo è da sempre espressione del legame inscindibile con la propria terra e la propria gente. ù

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Ideazione di Carlo Pavese