Comune di Mira

Un tripudio di Palazzi storici in stile veneziano, giardini e parchi attrae visitatori da ogni dove

“Il giardino della Serenissima”. Così nel Quindicesimo secolo i nobili veneziani definivano Mira e la Riviera del Brenta. Di questi luoghi hanno scritto Dante Alighieri, Carlo Goldoni e Giacomo Casanova. Ci hanno soggiornato di passaggio Enrico III Re di Francia ed Ernest Hemingway, mentre il poeta Lord Byron acquistò perfino una villa, innamorandosi del centro del paese e delle sue campagne. Scrittori e filosofi , nobili e regnanti: tutti stregati dai burchielli che navigavano lungo il fiume Brenta, dalle maestose ville venete che costeggiano gli argini e dai rigogliosi giardini che le circondano. Basti pensare a Villa Widmann e alla Villa Foscari – La Malcontenta, nominata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco grazie al celebre maestro Andrea Palladio che qui sfoggiò tutto il proprio talento architettonico. Basterebbe questo biglietto da visita per raccontare il fascino di Mira, cittadina di quasi 40mila abitanti collocata nel cuore della Riviera del Brenta e al centro dell’asse Padova- Venezia, ad una manciata di chilometri dalla città lagunare. Perché oggi il fascino di questi paesaggi e di queste dimore è ancora intatto. Lo sanno bene le migliaia di visitatori che ogni anno scelgono le strutture alberghiere per soggiornare, gli itinerari cicloturistici per godersi il panorama in movimento e i ristoranti tipici per gustare il pesce appena pescato nell’Alto Adriatico, che da sempre contraddistingue i piatti più prelibati serviti in Riviera. I turisti arrivano a Mira per immergersi nella natura, respirano aria di laguna ma anche e soprattutto aria di arte e di storia. Lo splendore delle residenze estive della nobiltà veneziana è testimoniato non solo dalle ville ma anche dai parchi che le circondano, visibili lungo le rive del Brenta. Ad arricchirli, per creare meraviglia e stupore, si piantavano essenze esotiche e imponenti alberi oggi secolari Alcuni di questi parchi, come quello di Villa dei Leoni e quello di Villa Levi Morenos, sono pubblici e aperti ad ogni visitatore. Ma Mira, come detto, non è solo parchi e ville. Un terzo del territorio è composto da laguna, un ambiente unico riconosciuto anche dall’Unesco, dove è possibile osservare decine di esemplari di piante e animali appartenenti a questo particolare ecosistema. Gli esperti arrivano apposta nella Riviera del Brenta in ogni periodo dell’anno per fotografare le varie specie di uccelli che in questo ambiente prediligono nidificare, svernare o sostare. La laguna può essere visitata in barca ma anche a piedi, passeggiando per diversi chilometri accanto alle cavane, apprezzando la natura e il silenzio di questi luoghi. Il fiume Brenta, che in passato era la via privilegiata di comunicazione con Venezia, è ancor oggi percorribile con vari tipi di imbarcazioni (tra cui battelli e motonavi panoramiche) grazie alle storiche conche di navigazione e ai numerosi ponti mobili. Non mancano a Mira nemmeno le manifestazioni sportive (basti pensare alla tradizionale Venice Marathon, una delle maratone più prestigiose al mondo, che ogni anno porta il proprio tragitto nel cuore della Riviera del Brenta) e le attività culturali (la rassegna teatrale, giusto per fare un esempio, propone sul palcoscenico attori e artisti di livello internazionale). Sempre molto partecipati sono anche gli eventi all’aperto organizzati dalle associazioni locali: si pensi per esempio alla manifestazione “Di villa in villa”, promosso dalla Pro Loco, che una volta al mese nella bella stagione, invita tutti ad immergersi nel passato, ripercorrendo il canale come facevano gli antichi nobili veneziani quando arrivavano a Mira in villeggiatura. Da decenni questo territorio attira anche fior di investitori e imprenditori per via di un ampio tessuto produttivo dove sono nate molte grandi aziende. Il pensiero va subito alla Mira Lanza, storica azienda produttrice di saponi e detersivi, che salì agli onori televisivi grazie al mitico “Carosello” e ai suoi personaggi Calimero e l’olandesina. Senza dimenticare naturalmente la grande tradizione del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta, dove gli artigiani disegnano e producono le scarpe per i marchi più pregiati al mondo. Se a tutto ciò aggiungiamo la comodità dei collegamenti (due stazioni ferroviarie e due caselli autostradali, ma anche gli aeroporti di Venezia e Treviso) capiamo perché questa terra sia ancora una fortissima attrazione per amanti dell’arte, cicloturisti, storici e naturalisti.