Comune di Grammichele È l’unica città al mondo a pianta esagonale. Tremila anni di storia e soluzioni urbanistiche uniche

Grammichele, definita nel corso del Settecento ‘paese elegantissimo’ dallo storico e letterato Vito Amico, apprezzata oggi per l’arte e la storia millenaria, è l’unica città al mondo a pianta esagonale. Il sindaco Salvatore Canzoniere è fortemente impegnato a restituirle il peso che merita, sulla ribalta non solo nazionale.

Sindaco, come nasce la particolare connotazione urbanistica della città? Il suo impianto costruito attorno a una grande piazza esagonale dai cui lati si dipartono le prospettive di sei assi viari inframmezzati da altrettante piazze più piccole, fu concepito e voluto dal Principe Carlo Maria Carafa, che volle rifondare una nuova città dopo il terremoto del 1693 che aveva distrutto il preesistente borgo di Occhiolà. La pianta della città, unica al mondo, è da sempre oggetto di analisi e di interpretazioni da parte degli studiosi. Il principe volle anche una città antisismica. Tutte le vie principali sono larghe 10 metri, inusuale per l’epoca. Inoltre pensò le piazze come ‘centri di raccolta’ in caso di cataclisma. Al principe era riservata la più grande delle sei piazze nella quale egli aveva progettato la costruzione del proprio ‘casino’, come all’epoca era chiamato il palazzo.

Ma la storia di Grammichele comincia molto prima del secolo XVII. Veniamo da una storia millenaria. Nel nostro bellissimo Parco Archeologico, che occupa un’area di 30 ettari, si conservano testimonian- ze riferibili ai vari insediamenti umani succedutesi a partire dalla _ ne dell’età del bronzo _ no al 1693. L’area, che offre dal punto più elevato, il castello del Principe, un panorama mirabile e unico nel suo genere, ha restituito ritrovamenti di enorme importanza. Dai corredi funebri delle necropoli, alle statuette votive dei santuari dedicati a Demetra e Kore, alle strutture abitative pertinenti l’insediamento siculo-greco della presunta Eketla che nel V secolo a.C. partecipò alla confederazione sicula voluta da Ducezio. Abbiamo anche recuperato due sepolture in pitos (giare di terracotta) di due giovinette sepolte con il corredo nuziale

È anche la città delle meridiane. In ogni piazza vi è un modello diverso di orologio solare, in ricordo del fondatore della città, appassionato e costruttore egli stesso di orologi. Al centro della piazza intitolata al principe, è posto uno dei più grandi orologi solari al mondo, che riporta le date di distruzione di Occhiolà e della fondazione di Grammichele.

Il fi lo che unisce il passato al presente passa attraverso le chiese. Abbiamo bellissime chiese ricche di opere d’arte preziose. Nella Chiesa Madre, del XVIII secolo, vi è la tela proveniente da Occhiolà ‘La Disputa di Santa Caterina’ che ritrae la santa mentre discute con i filosofi inviati da Massenzio per indurla ad abbandonare la fede cristiana. San Leonardo, del XVIII secolo, conserva un prezioso Crocifisso ligneo seicentesco attribuito al frate Umile da Petralia, mentre la Chiesa del Calvario conserva una delicatissima tela raffigurante la ‘Deposizione’. Il Convento dei cappuccini, annesso alla chiesa, ospita la Biblioteca Comunale. La chiesa di Sant’Anna, fondata pochi anni dopo il terremoto del 1693, ospita una tela proveniente da Occhiolà raffigurante la ‘Madonna di Odigidria’ o dell’Itria. Infine la chiesa dello Spirito Santo presenta un bellissimo altare maggiore arricchito da capitelli corinzi e statue di Apostoli. La statua del Cristo alla Colonna viene portata in processione durante i riti della Settimana Santa. A cinque chilometri a nord di Grammichele sorge il Santuario della Madonna del Piano, rimasto in piedi dopo il terremoto. All’interno il bellissimo presbiterio affrescato da episodi della vita di Maria e una preziosa tela del Vaccaro. Le chiese rappresentano anche la storia recente. Fulcro vitale durante feste e ricorrenze religiose. Per esempio durante la Settimana Santa vi è un susseguirsi di processioni gestite dalle confraternite che ripropongono uno spaccato delle tradizioni locali. A dicembre, nello scenario del Parco Archeologico, abbiamo il presepe vivente, che si snoda per oltre 500 metri. Le atmosfere sono quelle del 1600 con figure come ‘u scarparu’, ‘u falegnami’, ‘u ricuttaru’, ‘u picuraru’, ‘u furnaru’. Un’attenzione particolare merita la scena che accoglie i personaggi della Sacra Famiglia, i cui abiti sono ispirati ai dipinti dei pittori italiani come Lorenzo Lotto, Guido Reni, Caravaggio. In maggio si festeggiano i Santi Patroni di S. Michele Arcangelo e Santa Caterina d’Alessandria. Ma feste ed eventi si susseguono durante tutto l’anno. In settembre abbiamo la Sagra della salsiccia, un prodotto tipico locale, e la Fiera del turismo Rurale. Non mancano eventi culturali, mostre o incontri letterari.

Qual è l’impegno dell’amministrazione Comunale per la città? Per rilanciare l’area puntiamo alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale. Vorremmo fare rete con i comuni del Calatino per offrire percorsi a tema e per abbinare alla storia e alle bellezze naturali anche esperienze enogastronomiche. In più puntiamo a valorizzare il parco archeologico – riprendendo una sistematica campagna di scavi, con apporti del mondo culturale e scienti_ co, del mondo accademico italiano e straniero – e a incentivare le strutture ricettive: ciò porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani.