Comune di Fagagna: Un indimenticabile week end tra oasi con ibis e cicogne, castelli e antiche tradizioni contadine

Fagagna, Comune udinese il cui territorio si estende in senso longitudinale nel medio Friuli, può rivelarsi a buon diritto meta di particolare interesse turistico in virtù della sua storia antica e delle molte attrattive culturali e artistiche che conserva. La sua superficie è interessata per metà dalle alture dell’anfiteatro morenico tilaventino, mentre la restante parte spazia nella pianura alluvionale. Una visita primaverile consentirà di ammirarne le specificità naturali, a partire dall’Oasi dei Qadris, la cui origine geologica è dovuta all’azione morfogenetica del ghiacciaio del Tagliamento che depose i suoi detriti e scavò depressioni e avvallamenti. La zona dei Quadris costituisce una di queste depressioni riempite dalle acque di fusione del ghiacciaio e poi da quelle meteoriche: l’aspetto attuale è perciò caratterizzato dalla presenza di una trentina di stagni contornati da  fitta vegetazione, di forma regolare (quadri appunto), ricavati dall’escavazione della torba, avvenuta per circa due secoli fino alla metà del ‘900. L’oasi è oggi sede dei progetti di reintroduzione della cicogna bianca e di tutela dell’ibis eremita. Per le famiglie è consigliabile una visita al suggestivo Castello di Fagagna, fortilizio edificato su una collina che sovrasta il paese. La parte più antica dei ruderi visibili risale al XII secolo, con aggiunte di costruzioni e rimaneggiamenti fino al tardo secolo XV. Si presume invece che abbia origini longobarde la chiesetta di san Michele Arcangelo, che fungeva da oratorio castellano. Tra le chiese una tappa d’obbligo è per quella di santa Maria Assunta: l’edificio sacro si compone di un’aula rettangolare, con abside semicircolare e di due navate. All’interno si trova l’altare del Torretti (inizi ‘700), l’organo di Francesco Comelli (1788) e il fonte battesimale opera del Pilacorte (1504). Non va poi dimenticata la chiesetta di San Leonardo, risalente presumibilmente alla prima metà del XIV secolo, che sorge lungo il tragitto dell’antica strada romana che attraversava il territorio fagagnese. L’interno conserva ancora una parte considerevole degli affreschi, realizzati fra la prima metà del ‘300 e il ‘400, che decoravano l’intero l’edificio e sono stati restaurati nel primo decennio del secolo attuale. Gli amanti della storia più recente apprezzeranno infine il Museo della Vita Contadina Cjase Cocèl, che riproduce spazi e, conseguentemente, condizioni di vita e contesto sociale, della società contadina del luogo dalla fine del 1800 alla prima metà del secolo scorso.