Comune di Brunico

Un borgo dove la felicità e il benessere sono di casa… specie a Natale
Nominato nel 2014 “borgo più felice d’Italia” da un’indagine del Centro studi Sintesi, il comune di Brunico vince su tutti nella classifica del benessere, ma non solo. Oltre alle condizioni di vita materiali, la buona posizione nell’asse istruzione- cultura e l’attenzione particolare all’ambiente, Brunico è stata premiata soprattutto per la snellezza burocratica e la comunicazione trasparente a favore del cittadino, considerate un importante fattore di benessere dei cittadini. Ma il riconoscimento non è l’unico di cui è stato insignito Brunico, perchè proprio nel settore energetico-ambientale il comune altoatesino ha ricevuto lo scorso novembre la certificazione European Energy Award Gold. Primo comune italiano ad ottenerla, Brunico è impegnato da anni a rendere effettivi gli obiettivi richiesti dalla strategia energetica europea “2020”. E con l’arrivo della stagione invernale il capoluogo della val Pusteria, nel cuore della provincia di Bolzano, offre il meglio di sé non solo ai suoi fortunati cittadini, ma anche ai tanti turisti italiani e stranieri amanti della montagna. Il motore del turismo invernale è Plan de Corones, con i suoi 2.275 metri di altezza e i 110 chilometri di piste da sci servite da modernissimi impianti di risalita. Altrettanto variegata e di alto livello è l’offerta culturale tanto che negli ultimi decenni Brunico è assurta a centro di primario interesse nel campo artistico e culturale. A Brunico ha sede uno dei cinque musei di Reinhold Messner dedicati ai popoli delle montagne, un progetto interattivo, luogo d’incontro e di scambio culturale tra la popolazione rurale autoctona e gli ospiti provenienti dalle altre regioni montane del mondo. L’esposizione allestita da Reinhold Messner nel Castello di Brunico, un tempo residenza estiva dei principi vescovi, è dedicata ai popoli di montagna dell’Asia, dell’Africa, dell’America del Sud e dell’Europa, alle loro differenti culture, religioni ed anche al turismo di queste regioni. La cultura di montagna si rispecchia nei gesti quotidiani dei suoi abitanti, popoli che danno vita e storia alle montagne del mondo. Opere, quadri, cimeli, reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l’uomo alla montagna, l’orogenesi delle catene montuose e il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell’alpinismo  no all’odierno turismo alpino. Meta suggestiva per il turista è in – ne il cimitero di guerra, presente sul monte Spalliera fu allestito da un architetto in modo tale che si inserisse armoniosamente nell’ambiente del bosco. Qui sono sepolti in tombe singole e fosse comuni soldati dell’armata austroungarica, prigionieri russi, serbi e rumeni. I 77 soldati italiani che vi erano stati sepolti furono trasferiti nel 1932 nell’ossario Pocòl, mentre i soldati tedeschi furono traslati in un cimitero al passo Pordoi.