Comune di Belmonte Calabro: in cima alla collina che domina il Mar Tirreno,protetta da antiche mura, si apre a turismo e cultura

 

Situato circa quattro chilometri nell’entroterra in posizione panoramica su una collina che domina il mar Tirreno, Belmonte Calabro fu fondato dagli Angioini nella seconda metà del ‘200. Per difendersi dalle ripetute incursioni dei Saraceni, gli abitanti edificarono una torre rotonda sulla collina rocciosa, a cui successivamente se ne aggiunsero altre due, poi unite e trasformate in cittadella. Ma la prima costruzione vera e propria – verso il 1270 – fu il castello, per ordine del maresciallo del regno Dragone de Beaumont, che lasciò il suo nome alla nuova fortificazione. Attorno a quest’ultima si costituì progressivamente un vero e proprio villaggio chiamato San Bonaventura in onore di Bonaventura di Bagnorea, scelto come protettore. Altri feudi circostanti furono governati dai Cossa, i Di Tarsia, i Ravaschieri, i Pinelli e infine i Pignatelli. Il titolo di principe di Belmonte, creato diversi secoli dopo – nel 1619 – fu soppresso dalla costituzione repubblicana del 1948. Oggi il centro storico di Belmonte Calabro è un piccolo gioiello architettonico incastonato sul dorso di una collina rocciosa, a schiena d’asino, e ha la forma di nave con la prora protesa verso il mar Tirreno. È racchiuso dalle mura di cinta, che si conservano ancora in buona parte ed erano costellate da tre porte: di mare, affiancata da una torre, di terra, posta ai piedi del Castello e rivolta verso i monti e una laterale, ancora visibile, che si apre a nord, verso il vallone, non caso detto “Vallone della Porta”. Le antiche abitazioni, in gran parte immutate nel tempo, e i tortuosi e stretti vicoletti a gradini, fanno di questo centro storico un testimone autentico, muto e, al tempo stesso eloquente, dei secoli passati. I suoi rioni sono ancora ricordati con le denominazioni originali: “Mpedu u Castiellu”, “u Burgu”, “u Mancu”, “u Diestru”, “a Chiazza”, “u Muragliu”, “a Turra”, “a Citatella”. Passeggiando piacevolmente, si possono dunque ammirare tutti i dettagli architettonici – davanzali, architravi e cornici di finestre e balconi e frontali di portoni – in tufo, materiale ricavato in loco e lavorato da scalpellini locali. Attualmente sei sono le abitazioni fornite di feritoie, prerogativa delle famiglie più cospicue di Belmonte. Tra i monumenti di maggiore interesse storico-artistico, ricordiamo il già citato Castello di Belmonte Calabro, in cui è stato aperto un centro culturale, la Biblioteca Comunale e il Museo della Civiltà Contadina, la Chiesa ed ex-convento della Madonna del Carmine, dove sono sepolti molti principi di Belmonte e la Chiesa dell’Annunziata o di Santa Maria dei Greci. Sorta probabilmente su un antico tempio pagano dedicato ad Afrodite, custodisce un sarcofago raffigurante San Giorgio che uccide il drago, prima testimonianza della penetrazione del cristianesimo in questo territorio.