A Campione il casinò più grande d’Europa. È nell’exclave: polo turistico di livello internazionale e centro ricco di arte e bellezza

Benvenuti a Campione d’Italia, in patria eppure fuori dei confini nazionali. La minuscola porzione, due chilometri quadrati, di territorio italiano exclave – una rara singolarità geografica, unica in Italia – si distende sulle rive orientale del lago Ceresio, interamente circondata dalla Confederazione elvetica. Campione d’Italia vanta ascendenze storiche che ne hanno salvaguardato la specificità. Contrada di antiche tradizioni e di illustri maestranze d’arte, i maestri campionesi, la cui rinomanza perdura in opere di scultura, pittura e stucco in non pochi luoghi di mezza Europa, l’exclave in terra svizzera si caratterizza però da oltre 80 anni per essere sede di una delle quattro case da gioco italiane: il più grande casinò d’Europa. L’edificio, un monumento architettonico contemporaneo, opera dell’architetto Mario Botta, svetta nel contesto del borgo lacustre, stabilendo un’inattesa simmetria con l’antica chiesa di Santa Maria dei Ghirli che si affaccia parimenti sul lago, tratteggiando uno degli scorci considerati tra i più incantevoli del Ceresio. Due facce della stessa medaglia: la prima di un polo turistico che sta riuscendo nell’impresa di offrire sfaccettate opportunità per il tempo libero, conciliando cultura ed evasione, intrattenimento ed emozione. La seconda di un centro ricco di arte e storia. Le Storie del Battista, ciclo di affreschi della seconda metà del XIV secolo, partecipe della civiltà pittorica lombarda coeva, ingioiella Santa Maria dei Ghirli, mentre nella Galleria civica di Campione d’Italia sono conservati preziosi rilievi marmorei che testimoniano l’arte dei maestri campionesi. Agli appassionati non sfuggirà l’interesse che le opere rappresentano nella storia dell’arte; dal canto suo, l’Amministrazione comunale ha saputo salvaguardare e valorizzare un patrimonio che è parte integrante della storia del paese, come lo è diventato il Casinò. Come in un romanzo, la casa da gioco nacque, nella temperie della Grande Guerra per occultare attività di spionaggio: strategica l’exclave, il Casinò era il tramite occulto e perfetto di informazioni riservate. Aperto nel 1917 non durò però che un paio d’anni, soffocato praticamente in fasce dal divieto del gioco d’azzardo. Ma in funzione dell’economia di Campione, considerata proprio la situazione di exclave, perdurante peculiarità del paese, nel 1933 il Casinò aprì senza più secondi fini. Comincia allora la sua vera storia, intrecciata con quella dell’exclave, una vitale simbiosi: occupazione, indotto, richiamo. Forte di un collegamento con Milano favorito da un pionieristico tracciato autostradale, il casinò si è progressivamente identificato con Campione d’Italia anche attraverso gli echi di un flusso mondano appariscente, sia prima sia dopo la guerra. Nell’albo d’oro del Casinò è iscritto un mondo bello e variegato di cui era approdo la sede – ora scomparsa – della casa da gioco: per più di 60 anni aveva accolto i giocatori con la professionalità, tuttora indiscussa, di addetti sempre all’altezza di un’offerta di gioco che si è adeguata ai tempi, fino a imporre trasformazioni strutturali che hanno generato il grande Casinò di oggi. Oltre 55mila metri di superficie distribuiti su 9 piani e con 3 livelli di parcheggio sotterraneo, un raggio d’azione che comprende ristorazione ed eventi, divertimento e meeting. E naturalmente giochi, americani – un rutilante parco slot di nuova generazione – e francesi: roulette, chemin de fer, trente et quarante e scommesse sportive. Dai tavoli alla tavola: ristorazione di altissimo livello, spettacoli selezionati, eventi. Senza esaurirsi nel Salone delle feste del Casinò, perché l’antistante piazzale a lago si è confermato ideale per concerti all’aperto, oltre che per manifestazioni ricorrenti di sempre largo richiamo popolare: le proposte di Campione d’Italia figurano nel novero delle più attraenti dell’intera regione dei laghi. Ma c’è di più: un porto tra i più riparati, attrezzati e capaci del Ceresio, nonché un lido di garantita balneabilità per la stagione estiva in un contesto, tra l’azzurro delle acque e il verde della montagna, che invita alla vacanza. Tanto più che Campione d’Italia vanta, tra gli altri, un ristorante che da anni si fregia della stella Michelin e, da poco, un hotel 5 stelle, vera boutique dell’albergheria. Una volta varcato l’arco di Campione ci si trova in una realtà esclusiva posta sotto il segno dell’accoglienza e della discrezione, strategicamente collocata quanto ad accessibilità, fiera di una tradizione che si rinnova e sulla quale si può puntare con la sicurezza di vincere. A proposito: il Casinò è una garanzia e la fortuna, si dice, bacia a Campione.