Bologna “città metropolitana”: un’occasione per vincere la sfida della modernità

Il sindaco metropolitano, Virginio Merola: “Obiettivi molto chiari. Portare a regime il risparmio dei costi politici, semplificazione del rapporto tra istituzione e cittadini”.

In un contesto politico sempre più difficile, in cui la distanza tra cittadini e istituzioni è sempre più grande, certi segnali sono importanti. Quando è possibile vedere risultati concreti nella semplificazione della politica, in uno snellimento burocratico che passa soprattutto per gli enti locali, il cittadino comincia a comprendere i reali benefici di alcuni cambiamenti in atto. La legge n. 56 dello scorso 7 aprile ha segnato una svolta nel destino del nostro Paese, nella struttura istituzionale delle realtà locali. La nascita delle Città metropolitane rappresenta un nuovo cardine su cui modellare le dinamiche territoriali e puntare sul loro sviluppo economico e sociale. La Città metropolitana di Bologna ha raccolto la sfida e si è subito inserita in un processo di dialogo costruttivo interno per realizzare quelli che sono gli obiettivi finali di questa nuova dimensione: la promozione e il coordinamento economico e sociale di tutto il territorio. L’istituzione delle Città metropolitane, inoltre, porta la pianificazione strategica a un ruolo ancora più importante. Ed è su questo punto che Bologna si batterà nei prossimi anni, realizzando progetti che daranno forma al futuro del suo territorio. Il primo gennaio 2015, il nuovo ente prenderà il posto della Provincia e durerà 5 anni. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola assume il ruolo di sindaco metropolitano e il consiglio metropolitano diventa l’organo di indirizzo e controllo, formato da 18 membri, eletti tra i sindaci e i consiglieri comunali del territorio. Entro la fine dell’anno, la Città metropolitana si doterà di uno statuto, con il quale saranno fissate le competenze e le funzioni che svolgerà il nuovo ente e le regole entro le quali potrà muoversi.
“Gli obiettivi sono molto chiari – afferma il sindaco metropolitano Virginio Merola –. Innanzitutto portare a regime il risparmio dei costi politici legati al funzionamento della vecchia Provincia e avviare da subito quelli che sono gli obiettivi strategici della Città metropolitana, la semplificazione del rapporto tra istituzione e cittadini, a partire dallo snellimento della burocrazia, regole più semplici, il protagonismo dei Comuni, un quadro chiaro delle competenze e delle responsabilità con lo Stato e con la Regione. La Città metropolitana è un’opportunità di sviluppo del nostro territorio. Abbiamo tante aziende, fabbriche importanti, un ricco tessuto di piccole e medie imprese e un patrimonio culturale inestimabile. Vogliamo valorizzare tutto questo con determinazione”.
La Città metropolitana di Bologna ha fissato gli obiettivi della semplificazione istituzionale e della riduzione dei costi amministrativi da ottenersi senza incidere sulle scelte amministrative e sull’identità stessa di ciascun territorio. Come prevede la legge, le Città metropolitane assumeranno ulteriori compiti rispetto a quelli già in seno alle Province. Avranno la gestione dell’edilizia scolastica e la pianificazione su trasporti, ambiente e mobilità, si occuperanno della pianificazione territoriale generale. Quindi, faranno capo alle Città metropolitane, le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, dell’organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano e dello sviluppo economico. In linea con le direttive della legge nazionale, la Città metropolitana di Bologna disegnerà il suo futuro entro nuovi confini, allargando gli orizzonti fino a diventare una città moderna, all’avanguardia. Difatti, il nuovo ente si dovrà occupare anche di marketing territoriale e attrazione degli investimenti, realizzazione degli obiettivi di Agenda Digitale, accompagnamento alla localizzazione di nuove imprese, realizzazione di aree produttive e poli tecnologici attrezzati, politiche attive del lavoro, formazione e ricerca. Un salto in avanti che porterà la città di Bologna a concentrarsi interamente sullo sviluppo dell’area metropolitana, dando concretezza a progetti e a nuove forme imprenditoriali, a una nuova concezione di città. I piani strategici delle Città metropolitane diventano il cuore della loro programmazione e Bologna può trovare in questo modo gli strumenti essenziali per la programmazione dei fondi dell’Unione europea 2014-2020, che cerca proprio nelle città e negli agglomerati metropolitani i luoghi cui destinare rilevanti risorse finanziarie.
In questa fase costituente, la Città metropolitana di Bologna mette in chiaro le regole del gioco. Lo Statuto potrà contenere elementi di grande innovazione anche dal punto di vista degli strumenti del territorio, a partire proprio dal Piano strategico metropolitano, occasione per una nuova pianificazione integrata e omogenea del territorio. “Dobbiamo immaginare la Città metropolitana – ha sottolineato Merola -, come uno strumento di servizio ai Comuni. Questo nuovo ente rappresenta una maggiore semplificazione che faciliterà la vita anche alle imprese. Inoltre, lo Statuto terrà conto anche delle specifiche esigenze, peculiarità e caratteristiche dei singoli territori”.