Approdo sicuro per merci e turisti. La crescita c’è

Autorità portuale di Livorno, tra conferme e rilanci

Il porto di Livorno ha oggi tutte le carte in regola per diventare uno scalo altamente competitivo. Lo dicono i dati dell’Uf­ficio Studi e Analisi Statistiche dell’Autorità Portuale che scattano la fotografia di un primo semestre 2016 con risultati da incorniciare, ma lo si evince anche dagli enormi passi avanti compiuti negli ultimi 4 anni, grazie alla gestione oculata del commissario Giuliano Gallanti. Gallanti è stato infatti il primo presidente a portare a casa, dopo 60 anni, un nuovo Piano Regolatore che renderà lo scalo labronico un sistema infrastrutturale maggiormente adeguato a vincere le s­ de della globalizzazione; il primo a rendere concretamente realizzabile il macro-progetto della Piattaforma Europa e, soprattutto, il primo a credere veramente nell’Interporto Vespucci e a sfruttare l’ampio retroterra che il porto ha dietro di sé. Livorno aspira dunque a diventare uno dei punti di riferimento nel Mediterraneo per il traf­fico dei contenitori e lo fa espandendosi a mare con la maxi Darsena della Piattaforma Europa. “Con l’esplodere del fenomeno del ‘gigantismo navale’, il vero Eldorado per un porto è quello di disporre di fondali da almeno 16 metri, gli stessi che avranno, a opere ultimate, gli specchi acquei della nuova Piattaforma Europa – afferma Gallanti -. La crescita dimensionale delle Ultra-large Container Ship sta infatti ponendo enormi s­ de all’accoglimento delle navi e un porto come Livorno non può permettersi di rimanere tagliato fuori dalle più importanti compagnie di navigazione”. In questo contesto, il progetto Piattaforma Europa prevede di realizzare circa 5 km di nuove banchine, 2 milioni di mq di piazzali, con fondali a -16/18 mt ed una nuova imboccatura, in grado di accogliere le nuove grandi navi. Non a caso, uno studio commissionato all’Ocean Shipping Consultant mette in luce il fatto che, con l’adeguamento delle infrastrutture, lo scalo labronico, da qui al 2035 potrebbe vivere una crescita dello share nel ‘local market’ pari al 28% e addirittura del 50% nel mercato internazionale di transito (verso i paesi dell’Europa centrale). Ma la s­ da si gioca anche sulle enormi potenzialità dell’entroterra. Gli investimenti ferroviari progettati dovrebbero gettare le basi per la de­finizione di un intermodalismo spinto che ampli il mercato di riferimento, estendendolo ­ no ai Balcani e all’Europa Centrale ed Orientale. “La scelta del porto da scalare da parte delle grandi compagnie marittime internazionali viene effettuata considerando, fra l’altro, la qualità dei servizi offerti e delle reti di interconnessione terrestre – dichiara Gallanti -. L’obiettivo è dunque ridurre il gap competitivo accumulato nei confronti dei porti del Northern Range”. E allora ben venga il progetto di Regione Toscana e di Autorità Portuale che mira a creare nel principale terminal contenitori del porto, il Terminal Darsena Toscana, un moderno scalo ferroviario collegato direttamente alla linea Roma-Genova e all’AC/Av attraverso la linea Firenze. La connessione ferroviaria il Porto di Livorno e l’Interporto “A. Vespucci” S.p.A. (il così detto “Scavalco” della linea tirrenica), la connessione tra l’Interporto e la linea Vada-Collesalvetti-Pisa, il bypass della stazione di Pisa, i raccordi ferroviari interni al porto di Piombino e l’innesto sulla linea Tirrenica, sono interventi di vitale importanza: servono strategie in grado di de­finire un cluster logistico che traguardi come obiettivo prioritario l’aggancio diretto al corridoio transeuropeo Scandinavo-Mediterraneo. Non da meno, traf­fici commerciali a parte, anche le crociere stanno diventando un asset importante del porto di Livorno. Lo scalo labronico è il terzo porto italiano, dopo Napoli e Venezia, per passeggeri in transito. In particolare, nel primo semestre 2016, il traf­fico crocieristico ha toccato le 281.281 unità, +13,9% rispetto al primo semestre del 2015. Anche sul fronte dei traghetti i dati sono particolarmente buoni: durante la prima parte dell’anno sono transitati per lo scalo 672.360 passeggeri, quasi 122 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Le previsione per l’anno 2017 sono poi davvero incoraggianti con un consistente aumento del traf­fico che tende a oltrepassare i 900 mila passeggeri. Uno scalo, quello di Livorno, destinato a crescere ancora anche in vista dell’attuazione del Piano regolatore portuale che vede la de­finizione delle banchine adibite ai passeggeri e consistenti interventi nelle infrastrutture dedicate a questo traf­fico. Senza dimenticare che entro la ­fine di settembre scadranno i termini per la cessione delle quote di maggioranza di Porto Livorno 2000, la società pubblica, appartenente per l’80% all’Autorità Portuale e per il restante 20% alla Camera di Commercio che opera nel settore Crociere e Traghetti all’interno del porto di Livorno. Delle quattro cordate in gara, il vincitore avrà sostanzialmente la gestione del porto crocieristico e sarà chiamato a migliorarne ancora di più la posizione