Al top dell’accoglienza di lusso da 130 anni

Hotel Splendide Royal di Lugano è dalla sua fondazione uno dei migliori del mondo

Oltre un secolo di eccellenza nel campo dell’accoglienza e del lusso, una storia fatta di grandi nomi e di eventi memorabili, ma anche di uomini e donne che hanno fatto della propria passione un lavoro, che hanno lottato per dare forma ai propri sogni o che ogni giorno lavorano per realizzare quelli degli altri. Sono 130 gli anni di vita che nel 2017 compie l’Hotel Splendide Royal di Lugano, uno dei migliori alberghi del mondo, membro dell’associazione Leading Hotels of the World: era infatti il 1887 quando Riccardo Fedele, erede di una nobile famiglia di Bellinzona con trascorsi da direttore dell’Hotel Bellevue sul Lago di Como, a seguito dell’apertura della ferrovia del San Gottardo avvenuta cinque anni prima, decise di acquistare Villa Merlina, elegante residenza in stile liberty sulle rive del Lago Ceresio, per farne un albergo di lusso dedicato a quella clientela di pochi privilegiati che in quello scorcio di secolo stava dando vita al turismo moderno. I lavori di adeguamento e ampliamento si sono susseguiti negli anni, sempre af­fidati a celebri nomi del settore: ad Augusto Guidini si deve la facciata neoclassica, a Paolito Somazzi il decor  floreale, mentre dopo lavori di adeguamento e ampliamento negli anni ’60, nel 1973 Giuseppe Brazzola realizzò la grande terrazza panoramica del ristorante. Ma non sono solo le 93 tra stanze e suites dotate di ogni comfort e riccamente addobbate che si nascondono dietro l’elegante facciata di questo gigante art deco che s­ da imperturbabile il tempo, le cinque stelle superior, gli arredi di lusso, i ristoranti gourmet, gli ospiti illustri, il verde che lo circonda e il servizio impeccabile a fare dello Splendide Royal un luogo speciale dove trascorrere momenti indimenticabili. C’è un ­ lo conduttore, una continuità di stile che si perpetua dalla fondazione ai giorni nostri e che si traduce nella massima soddisfazione del cliente. Sono solo cinque, infatti, i direttori che si sono succeduti alla guida dell’albergo, ciascuno investito dell’onore/ onere di designare il proprio successore: al fondatore succedette il ­ figlio Riccardo junior, che attribuì all’hotel il suo attuale nome, seguito nel 1959 dal nipote Fedele Genazzini e, dal 1977 Il direttore Giuseppe Rossi con il passaggio della proprietà nelle mani dell’ingegner Giovanni Naldi, dal mitico Aniello Lauro, mentre dal 2008 il timone è saldamente nelle mani di Giuseppe Rossi. “La continuità nello stile di direzione – spiega il direttore Rossi – consente di perpetuare una tradizione come un ­ fil rouge che lega la storia dell’hotel e che rappresenta un valore aggiunto dal momento che sono gli stessi ospiti ad apprezzare questo standard costantemente elevato, ben diverso da quello che offrono gli hotel delle grandi catene, magari pure lussuosi ma impersonali. Qui da noi ogni esigenza dell’ospite è soddisfatta in maniera personalizzata, ogni desiderio è quasi anticipato: per questo è necessario reinventarsi ogni giorno per prevenire qualsiasi richiesta. Chi frequenta un albergo di lusso come il nostro è un numero uno nel proprio campo, quindi non si può offrire loro un servizio banalizzato, standardizzato, deve essere sempre qualcosa di speciale, di eccezionale”. Sembra ieri che, al termine della guerra, il maresciallo Montgomery e il generale Clark incontrarono in questo hotel il generale svizzero Guisan per discutere dell’atteggiamento elvetico nei confronti dei tedeschi in fuga, ma l’elenco degli ospiti illustri potrebbe continuare all’in­finito: Alberto ed Elisabetta del Belgio, Filippo di Edimburgo, Harald di Danimarca, Woody Allen, Vittorio Gassman, Alain Prost, Alberto Sordi, Joan Collins, Ella Fitzgerald, Luciano Pavarotti, Donald Sutherland, Indro Montanelli, solo per citarne alcuni. Qui un evento musicale è un concerto diretto dal maestro Abbado, un happening artistico è una mostra di Botero organizzata dall’artista in prima persona. Niente di consueto, tutto eccezionale, come il servizio. “L’altro punto di forza di un hotel come questo – prosegue Rossi – è nella selezione del personale, che viene reclutato scegliendo i migliori talenti. Non basta che un soggetto sia quali­ficato pienamente, noi cerchiamo collaboratori per i quali fare felice l’ospite sia motivo di gioia e di soddisfazione. Non di rado gli operatori cominciano a lavorare con noi per poi girare nei migliori hotel d’Europa a fare nuove esperienze e in­ ne tornare qui a mettere a frutto queste esperienze. È successo con il nostro chef, con il direttore di sala del ristorante, e persino a me stesso. Ma il comune denominatore è la centralità del cliente, la capacità di sapere cosa desidera prima ancora che lo sappia lui”. Nel corso degli anni lo Splendide Royal è sempre stato dotato dei migliori comfort up to date, tanto che nel 2016 si è aggiudicato l’Happy Guest Award, ovvero l’Oscar degli alberghi di lusso. E oggi si prepara a lanciare un nuovo progetto di ristorazione. “La nostra ultima novità – conclude il direttore Rossi – è il Ristorante ‘I Due Sud’, nel quale le specialità e i profumi della cucina italiana rivisitata si coniugano con la tecnica dell’haute cuisine e con i prodotti a chilometri zero. Il nome è stato scelto come riferimento sia al Sud dell’Italia, la terra d’origine del nostro chef Domenico Ruberto, sia al Sud della Svizzera, con i suoi grandi vini, i suoi prodotti locali. Il tutto nella ­ filoso­fia dell’albergo che punta sempre a regalare agli ospiti esperienze uniche e irripetibili”.